Viterbo – Il Magnamagna in piazza della morte a Viterbo spegne le luci. Storico locale di prodotti tipici e benessere in pieno centro. Domenica prossima ufficializzerà la fine di una storia. Per aprirne un’altra. Del tutto nuova. Gli aspetti che la caratterizzeranno ancora non si sanno. “No comment” da parte degli organizzatori. Sarà una sorpresa. Sicuramente lieta, considerando il periodo, detto del Covid. Con chiusure, strascichi e licenziamenti.
“Dopo oltre 13 anni di onorata carriera – scrivono gli organizzatori sulla pagina Facebook del locale – abbiamo deciso di mettere la parola fine ad una storia che non immaginavamo ci portasse così lontano.
Viterbo – Il Magnamagna
Senza accorgersene il Magnamagna ha rappresentato (forse) la prima zona franca della città con una vista su quel ‘mare’ rappresentato da Orson Welles nel film “Otello”. Quel mare in realtà era una distesa di storia e bellezza a cui mancava qualche sorriso e qualche brindisi, insomma un punto di incontro o più propriamente un punto di socializzazione”.
Viterbo – L’imbocco di piazza San Lorenzo
Il Magnamagna è stato questo. Per più di un decennio. E fra poco, probabilmente, sarà meglio. Lunga vita al Magnamagna che in due lustri buoni non solo ha dato il meglio di sé, punto di riferimento bello, colto ed elegante, ma è stato ed è il miglior biglietto da visita d’ingresso a uno dei punti, strategici, più importanti del turismo cittadino. Il ponte su cui s’affaccia palazzo Farnese che porta a piazza San Lorenzo, dove ci stanno la cattedrale e palazzo dei papi. Illuminando al meglio persino di notte, facendo accorgere tutti che lì vicino c’è pure una delle più antiche epigrafi della città e, soprattutto, salvando e valorizzando i portici del winter garden. Il primo winter garden di Viterbo.
Viterbo – Il Magnamagna con accanto l’epigrafe in via dei Pellegrini
“Da quella socializzazione spontanea si è creata una piazza – proseguono sempre sul Facebook Magnamagna degli organizzatori – e noi a quella piazza abbiamo non solo voluto bene ma dato un servizio destinato a turisti e concittadini. Pensiamo che non solo ci abbiamo provato ma in parte ci siamo anche riusciti”.
Viterbo – L’epigrafe in via dei Pellegrini
E ci sono riusciti alla grande. Tant’è che ieri, quando la chiusura è stata comunicata, a tanti s’è stretto veramente il cuore. Imprenditori coraggiosi che con impegno, passione e stile, hanno cambiato il volto di un pezzo di città. Un pezzo decisivo. L’imbocco della città santa viterbese. Un imbocco che prima del Magnamagna, nonostante la bellezza, era brutto. Col Magnamagna ha cominciato a brillare di luce propria. Al punto che lì, la città, sembra un mondo a parte. Quello che tutti vorrebbero per il centro storico che continua invece a soffrire incuria ed abbandono. E dove i locali che aprono la sera, e ai quali si deve in buona parte la sopravvivenza e presenza di turisti e studenti nei quartieri medievali, stanno tremendamente soffrendo per le conseguenze economiche di emergenze, lockdown mini e macro, terrore e, tanto per non sbagliare, incapacità politica.
Il Magnamagna in piazza della morte spegne le luci
“Dispiace chiudere così – concludono gli organizzatori del Magnamagna – ma senza una vera chiusura non potrà esserci un nuovo inizio. Domenica dalle ore 10 in poi vi aspettiamo nel nostro wintergarden per l’ultimo giorno di apertura”.
Daniele Camilli
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY