
Le meraviglie della Tuscia - A cura di Maurizio Di Giovancarlo
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Cellere – Conobbi Pianiano molti anni fa in occasione di un matrimonio di un mio amico che volle convolare a nozze proprio nel piccolo borgo tra la Tuscia e la Maremma. Vissuto da una dozzina di anime rimane arroccato su se stesso come un riccio in modalità di difesa e incastonato in mezzo agli ulivi che circondano il territorio del comune di Cellere del quale fa parte come unica frazione e come storia. Una storia ricca di testimonianze dagli Etruschi per passare al feudo degli Orsini di Pitigliano conseguentemente al Ducato di Castro. Pianiano fu abbandonata sul finire del XVII secolo per la malaria che lo infestava. Solamente nel 1729 il Borgo e le sue terre furono annesse alla comunità di Cellere e Pianiano tornò ad essere abitato da una colonia di oltre 200 rifugiati cristiani provenienti dall’Albania ottomana, cui papa Benedetto XIV nel 1754 ne assegnò il feudo. Provenivano dalla città e dalla provincia di Scutari (Skodra), ed alcune famiglie dall’attuale Montenegro, allora territorio turco-albanese. Al loro arrivo trovarono il Borgo abbandonato a se stesso e in poco tempo lo rimisero in piedi creando una nuova comunità ma lasciando poche tracce del passaggio. Nel periodo del brigantaggio a cavallo della fine del 1800 e l’inizio del 1900, Pianiano diede i natali a Domenico Tiburzi chiamato da tutti Domenichino uno dei più famosi briganti della Tuscia e della Maremma detto anche Re del Lamone. Pianano quindi visto come ultimo borgo della Tuscia prima del transito verso la Maremma che si raggiunge facilmente in direzione di Vulci. Maurizio Di Giovancarlo Immagini di Maurizio Di Giovancarlo/Tuscia fotografia |
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12 ottobre, 2020 Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY