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Viterbo - La proposta, accolta dal sindaco Arena, è del consigliere regionale Panunzi - Ieri al cimitero San Lazzaro la commemorazione del dirigente comunista primo cittadino di Roma dal 1979 al 1981 - FOTO E VIDEO

“Il prossimo anno la città dedicherà un grande evento alla figura e al lavoro di Luigi Petroselli”

di Daniele Camilli
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Viterbo – La città di Viterbo dedicherà un evento alla figura e all’opera di Luigi Petroselli. Il prossimo anno, 2021, nel quarantennale della morte del sindaco più amato di Roma. Petroselli, viterbese di Pianoscarano, primo cittadino della capitale dal 1979 al 7 ottobre 1981, quando morì. In mezzo agli operai e agli ultimi, nel nome dei quali aveva combattuto una vita, occupato le terre, fatto la galera e diventato il primo sindaco comunista della città eterna, portando a casa oltre 130 mila schede elettorali con sopra scritto il suo nome.

La proposta di un grande evento a Viterbo dedicato a Petroselli è del consigliere regionale Enrico Panunzi. L’ha fatta ieri, al cimitero San Lazzaro di Viterbo, dove Luigi Petroselli è sepolto. Tra tutti gli altri. Come ha sempre vissuto. L’idea di Panunzi è stata accolta. Direttamente dal sindaco Giovanni Arena, con profondo rispetto e la memoria a quando Petroselli era consigliere comunale di Viterbo, all’opposizione della giunta di Salvatore Arena, padre di Giovanni.


Luigi Petroselli

Luigi Petroselli


“Il prossimo anno – ha detto Panunzi – saranno 40 anni che Luigi è morto. Credo che questa città dovrebbe creare un evento che porti a Viterbo l’opera di Petroselli. Questa città deve fare qualcosa. Petroselli è un uomo senza tempo, un uomo universale. Perché parlava con la gente, il primo principio etico-politico da osservare. Quando si perde questo, si perde tutto”.

“Sì, lo faremo – ha risposto subito Arena -. Faremo un grande evento. Ci sono affezionato a Luigi Petroselli, perché lui è stato consigliere quando mio padre era sindaco di Viterbo. Un personaggio per me familiare. Un uomo che ha lasciato il segno. E’ stato il sindaco più amato di Roma e questo ci riempie di orgoglio come viterbesi. Un esempio da seguire. Una testimonianza di umanità, professionalità e grandezza politica”.



Con Arena e Panunzi ci sono anche l’ex assessore regionale Giuseppe Parroncini, i familiari di Petroselli, la segretaria provinciale del Pd Manuela Benedetti, l’ex presidente della camera di commercio Ferindo Palombella e Danila Corbucci, nipote di Luigi, che in questi anni si è battuta su tutti i fronti per mantenere viva la memoria e il lavoro di uno dei personaggi politici più grandi di sempre. Un padre della Repubblica democratica italiana, un punto di riferimento assoluto nella storia del Paese e del movimento operaio internazionale. Danila Corbucci sta inoltre lavorando agli eventi che, comunque sia e comunque vada a Viterbo, celebreranno la figura di Petroselli. Sicuramente nella capitale dove la strada che unisce il Campidoglio al teatro di Marcello, una delle vie più importanti al mondo, porta il suo nome.

“Quest’anno abbiamo voluto una cerimonia ristretta – ha detto Corbucci a margine dell’incontro di ieri mattina al San Lazzaro -, perché Luigi era un uomo delle istituzioni, un politico che credeva fermamente nel loro ruolo e nella possibilità di migliorare le condizioni di vita delle persone attraverso le istituzioni. Per Luigi le istituzioni erano sacre e il rispetto della legalità un dovere a prescindere”.


Viterbo - Manuela Benedetti, Enrico Panunzi e Giuseppe Parroncini

Viterbo – Manuela Benedetti, Enrico Panunzi e Giuseppe Parroncini


“Petroselli è vivo nella memoria di chi ancora vive Roma – ha poi commentato Panunzi -. Oggi si parla di democrazia diretta. Ma la democrazia diretta era quella di Petroselli. I social sono democrazia eterodiretta. E quella di Petroselli era democrazia diretta perché parlava con la gente, andava a casa della gente”.



Luigi Petroselli era amatissimo dai romani. Quando morì, tutta quanta la città pianse. E ai suoi funerali a partecipare furono in milioni. Come appena tre anni dopo per il segretario del Pci Enrico Berlinguer. Morto anch’esso come morì Petroselli che in appena due anni di mandato cambiò radicalmente la vita di una città, e con essa quella di centinaia di migliaia di persone che da secoli erano costrette nella miseria più assoluta. Prima nelle suburre, poi nelle borgate che Petroselli trasformò in profondità, avviando quel percorso politico e amministrativo che arriverà fino alle giunte Veltroni dei primi anni duemila. Petroselli che inoltre, al terrore degli anni di piombo, rispose portando la gente in piazza con l’estate romana e i fori imperiali.

“C’è una cosa che mi colpisce profondamente di Petroselli – ha commentato Manuela Benedetti -, l’umiltà e il senso forte delle istituzioni. E soprattutto il tentativo di accorciare le distanze tra le classi. Un insegnamento oggi più che mai vivo”.


Viterbo - La commemorazione di Luigi Petroselli

Viterbo – La commemorazione di Luigi Petroselli


Infine tre ricordi. Il primo. Alla fine degli anni ’70 un presidente romano di circoscrizione non riusciva a far aprire un centro anziani. Era tutto pronto e c’erano pure gli arredi. Ma per una questione burocratica non si riusciva ad inaugurarlo. Il presidente di circoscrizione chiama il sindaco Petroselli che si incazza, scende giù per le scale del Campidoglio, prende la macchina e va ad incontrare il presidente in questione. In borgata. Una volta arrivato, senza dire una parola, rompe la serratura e, dopo aver tirato su la saracinesca, si rivolge al presidente di circoscrizione e gli dice: “Ecco, adesso è aperto”. E il bello è che non lo chiuse più nessuno.


Viterbo - Danila Corbucci e Giovanni Arena

Viterbo – Danila Corbucci e Giovanni Arena


Il secondo. Assembela degli autoferrotranviari della capitale, la classe operaia di Roma. Negli anni ’70 e nel pieno della lotta armata. Petroselli entra, lo contestano. Va avanti, senza battere ciglio. A un certo punto uno gli tira una monetina da cento lire. Luigi Petroselli si ferma immediatamente, raccoglie le cento lire e si gira verso l’assemblea che improvvisamente, dopo un po’ di brusio, tace. Testuali parole di Petroselli: “Con me potete discutere di tutto e su tutto. Lo sapete. Ma nessuno si potrà mai permettere di discutere sulla mia onestà”. Partì l’applauso, e più nessuno disse niente.


Viterbo - La tomba di Luigi Petroselli

Viterbo – La tomba di Luigi Petroselli


Un terzo ricordo. Petroselli diventa sindaco di Roma per la prima volta nel 1979. Un parente si presenta alla sua porta per chiedere una raccomandazione per ottenere un lavoro. Passando davanti agli altri. La risposta di Petroselli è chiara: “noi (noi comunisti ndr) queste cose non le facciamo”.


Luigi Petroselli

Luigi Petroselli


C’è poi un’immagine. Quella di chi, a Roma, ha conosciuto Luigi Petroselli. I suoi compagni di partito. Nello specifico, quelli della Federazione romana. Ogni volta che lo ricordano o ne parlano va sempre a finire che gli occhi diventano lucidi. E a commuovere, a distanza di 40 dalla morte, sono l’onestà e la dignità di una persona per bene.


Viterbo - La tomba di Luigi Petroselli

Viterbo – La tomba di Luigi Petroselli


Infine una citazione. Flaubert, ma l’appunto sta nei Taccuini alle Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar. “Quando gli dei non c’erano più e Cristo non ancora, tra Cicerone e Marco Aurelio, c’è stato un momento unico in cui è esistito l’uomo, solo”. Quell’uomo è stato anche Luigi Petroselli.

Daniele Camilli


 Multimedia: Fotogallery: La commemorazioneLuigi Petroselli – Video: “Un evento per ricordare la vita e il lavoro di Petroselli”


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8 ottobre, 2020

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