Bruxelles – La Campania ha deciso di chiudere le scuole fino al 30 ottobre per contrastare l’impennata di nuovi casi di Coronavirus in Italia. E a poche ore dalla decisione del governatore Vincenzo De Luca, arriva il commento del presidente del consiglio Giuseppe Conte.
“Chiudere così di blocco la scuola secondo me – ha spiegato Conte – non è la migliore soluzione”. Le parole del presidente del consiglio sono state rilasciate alla stampa al termine della prima giornata del Consiglio Europeo a Bruxelles.
“Abbiamo lavorato tanto – ha continuato Conte – e abbiamo detto che a scuola ci sarebbero state delle criticità. Ma ogni anno che si aprono le scuole ci sono criticità: abbiamo lavorato per realizzare condizioni di sicurezza e anche dai risultati emersi la curva del contagio è molto molto bassa, come confermato anche dall’Iss”.
“Questo significa – ha proseguito – che si è lavorato in modo proficuo, realizzando condizioni di sicurezza per i nostri ragazzi. E’ merito anche della grande attenzione riposta dai dirigenti scolastici e dal personale”.
Conte non conferma o smentisce la possibilità che il governo possa impugnare l’ordinanza di De Luca, ma specifica che “per come abbiamo formato l’architettura normativa, le singole regioni possono adottare misure più restrittive”.
“Dico semplicemente – ha concluso il premier – e ne ho parlato con Vincenzo De Luca, che chiudere di blocco tutte le scuole è una soluzione che sembra a portata di mano, molto facile, ma anche dal punto di vista dei segnali che diamo, non è il miglior segnale che stiamo dando…Adesso lasciateci interloquire: ritengo sempre che si debba ragionare, parlare, con tutte le realtà territoriali, in primis con i presidenti delle regioni e i sindaci. Perché la nostra forza è collaborare, collaborare, collaborare”.
E sul provvedimento del governatore De Luca è intervenuta anche la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina che parla di decisione “gravissima”.
“In Campania lo 0,75% degli studenti è risultato positivo a scuola e di certo non se lo è preso a scuola – ha detto la ministra -. La media nazionale è 0,80. Se c’è crescita contagi non è di certo colpa della scuola”.
“Se non vogliamo sacrificare la scuola – ha aggiunto Azzolina – si può lavorare per lo smart working ancora di più. La mattina non sono solo gli studenti a salire sui mezzi. Lasciare gli studenti a casa è inaccettabile se vogliamo considerare i numeri dei contagi nelle scuole. Si devono spalmare su tutti gli altri settori le necessità sul prendere o non prendere i trasporti”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY