Viterbo – Genitori negazionisti in crescita. “Un fenomeno che sta prendendo piede nelle scuole e in alcuni casi sta diventando un problema”. A lanciare l’allarme è la dirigente scolastica (ds) dell’Istituto superiore Alessandro Farnese di Caprarola, Andreina Ottaviani.
Una questione che la ds del Farnese ha posto l’altra mattina durante la riunione tra il prefetto di Viterbo Giovanni Bruno e i dirigenti scolastici degli istituti superiori della Tuscia per fare il punto sull’aumento delle ore di didattica a distanza che prenderà piede a partire da lunedì, così come disposto dall’ordinanza regionale del presidente del Lazio Nicola Zingaretti.
Viterbo – La dirigente scolastica Andreina Ottaviani
Chi sono i “genitori negazionisti”? Di fatto quelli che negherebbero l’esistenza del Covid o la sua gravità, contestando di seguito l’utilizzo dei dispositivi di protezione, così come la normativa ad essi collegata, e mandando, così sembrerebbe, i propri figli a scuola senza mascherine. Prendendola pure male, così pare, quando qualcuno del personale scolastico intende misurare la temperatura ai figli al momento dell’ingresso a scuola.
Viterbo – Un’aula di studenti il primo giorno di scuola
Andreina Ottaviani, ex professoressa di matematica al liceo classico Buratti, attualmente dirige l’istituto alberghiero Alessandro Farnese, con sedi a Caprarola e Montalto, e l’Istituto superiore Canonica a Vetralla. Ottaviani è anche reggente all’istituto comprensivo Roberto Marchini, sempre a Caprarola.
Viterbo – La riunione on line tra il prefetto e i dirigenti scolastici della Tuscia
“Ci stanno i negazionisti tra i genitori – ha raccontato Ottaviani durante la riunione on line con prefetto e colleghi -. Una mamma mi ha detto che mi vuole denunciare perché obbligo il ragazzo a mettere la mascherina e a prendergli la temperatura. E questa mamma continua a portarmi il figlio senza mascherina. Quello dei genitori negazionisti – ha concluso infine la dirigente scolastica del Farnese – un fenomeno che sta prendendo piede nelle scuole e in alcuni casi sta diventando un problema”.
Daniele Camilli


