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Il giornale di mezzanotte - Vetralla - Monica Sanfilippo insegna storia e filosofia all'Istituto Pietro Canonica - Il racconto del primo giorno nell'anno del Covid accompagnati dalla fiduciaria Alessia Ciurluini - FOTO E VIDEO

“La scuola è relazione con gli studenti, loro sono il futuro e noi siamo qui per loro”

di Daniele Camilli
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Vetralla – “La scuola è questo, sfida del quotidiano e relazione con gli studenti. Entrambe vanno costruite ogni giorno. I ragazzi sono il futuro. E noi siamo qui per loro”.

La scuola è anche la professoressa di storia e filosofia Monica Sanfilippo, che ha detto queste parole. La scuola sono anche la fiduciaria Alessia Ciurluini e la dirigente scolastica Andreina Ottaviani che a Vetralla hanno fatto un lavoro splendido, assicurando agli studenti diritti e sicurezza. E l’hanno fatto all’istituto Pietro Canonica, costruito sulle macerie di quello che una volta era un campo di concentramento per prigionieri di guerra. 


Vetralla - La professoressa Monica Sanfilippo

Vetralla – La professoressa Monica Sanfilippo


Scuola anno zero, l’anno uno del Covid che appena sei mesi fa ha chiuso tutti gli istituti, in tutta Italia. Ieri le prime aperture. A singhiozzo, come in tutta la Tuscia. Viterbo non ha aperto, il sindaco Giovanni Arena ha spostato tutto al 24, perché, ieri, le condizioni per spalancare le porte di superiori e comprensivi proprio non c’erano.



Vetralla è stata invece da esempio, così come Caprarola e Montalto, le sedi dirette da Andreina Ottaviani, ex professoressa di matematica al liceo classico Buratti e oggi una dirigente scolastica che da sola l’istituto alberghiero Alessandro Farnese, Vetralla e Montalto sono le sedi distaccate, e se non bastasse fa la reggente all’istituto comprensivo Roberto Marchini, sempre a Caprarola. Un sindaco in piccolo, chiamata però a dirigere, come tutti i suoi colleghi, una vera e propria città fatta di uomini, donne, ragazzi e ragazze.


Vetralla - Il primo giorno di scuola all'Istituto superiore Pietro Canonica

Vetralla – Il primo giorno di scuola all’Istituto superiore Pietro Canonica


A Vetralla, la sua fiduciaria si chiama Alessia Ciurluini. Emozionata, come tutti i suoi ragazzi, che però dirige a bacchetta. “In fila indiana sulla destra!”, gli urla ogni tanto girando per i corridoi, prima di entrare in classe e dare il benvenuto a studenti e professori.

“Abbiamo previsto tre entrate differenziate per i ragazzi – spiega subito Ciurluini -. Una per lo scientifico, una per il Cat e il liceo linguistico e l’ultima per il liceo sportivo. Anche le scale sono differenziate. Lo stesso corso sale e scende dalla stessa scala in modo che i ragazzi non si incontrino mai”.


Viterbo - Andreina Ottaviani

La dirigente scolastica Andreina Ottaviani


Al Canonica di Vetralla, dedicata allo scultore romano che da queste parti passò diverso tempo, ci sono 14 classi in tutto. Sei classi dello scientifico, 3 dello sportivo, 3 del Cat e 2 del linguistico. 280 ragazzi circa, per una media di 20 persone per classe. Il personale invece ammonta a una cinquantina di persone. Fuori ci sono i genitori che guardano i figli entrare da lontano, soprattutto quelli del primo anno. Sullo sfondo la città di Vetralla. Attorno i resti del campo di concentramento. All’ingresso una scritta, con accanto una figura che ricorda l’atleta italiano Pietro Mennea, primatista per più di vent’anni del record mondiale sui 200. “La fatica non è mai sprecata – sta scritto. Soffri, ma sogni”.


Vetralla - La fiduciaria di plesso Alessia Ciurluini

Vetralla – La fiduciaria di plesso Alessia Ciurluini


“I ragazzi entrano in fila indiana – prosegue Ciurluini -, e se qualcuno non ha la mascherina gliela forniamo noi. Prima di entrare vengono igienizzate le mani. Dopo gli si misura la febbre. Uno per uno. Poi gli studenti salgono e trovano subito gli insegnanti. A terra le postazioni dei banchi sono tutte delimitate e da lì i banchi non possono essere spostati. Sono state invece tolte le cattedre, rimpiazzate da un banco per garantire la distanza di due metri dagli insegnanti”.

La mascherina va indossata all’ingresso, durante gli spostamenti, all’uscita e al momento della ricreazione. Nel corso delle lezioni possono abbassarla perché tutti stanno rigorosamente a distanza di un metro. 


Vetralla - L'Istituto superiore Pietro Canonica

Vetralla – L’Istituto superiore Pietro Canonica


Studenti e studentesse aspettano di entrare. Stanno in fila e non fanno problemi. Il personale Ata scherza con loro. “E’ difficile stare con le mascherine, fa caldo, ma sono necessarie e va bene così”, commenta Lorenzo Grandolini, studente. “Un giorno di scuola molto diverso – aggiunge Luca veneri, anche lui studente -. Un giorno diverso, strano, ambiguo”. Ambiguo, forse la definizione migliore per descrivere questo primo, indimenticabile, giorno di scuola.


Vetralla - L'Istituto superiore Pietro Canonica

Vetralla – L’Istituto superiore Pietro Canonica


“Non è semplice aver lasciato gli studenti a distanza per poi ritrovarli in presenza – confida infine la prof Monica Sanfilippo -. Qualcosa cui non siamo abituati. Un momento che ci ha segnato. E’ stato strano riprendere i materiali fisicamente dopo la fase telematica. I ragazzi, prima d’oggi, li ho visti solo all’esame. Non ci sono stati gli abbracci finali, non c’è stato il pranzo dei cento giorni. Ma ci siamo ripromessi di fare tutto appena le cose saranno più tranquille. Per il momento iniziamo da zero”.

Daniele Camilli


 Multimedia: Fotogallery: “La scuola è sfida del quotidiano” – Video: Il primo giorno all’Istituto Pietro Canonica

Mascherine, sanificazione della mani, misurazione delle febbre e banchi distanziati

 


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15 settembre, 2020

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