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Coronavirus - Viterbo - Gli interrogativi del sociologo Francesco Mattioli dopo l'ordinanza del governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, sull'uso dei dispositivi di protezione personale all'aperto

Se faccio una passeggiata è come se praticassi dello sport e quindi posso non usare la mascherina?

di Francesco Mattioli
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Francesco Mattioli

Francesco Mattioli

Viterbo – Prendiamola con leggerezza. Non starò a giudicare l’ordinanza regionale di Zingaretti sull’uso delle mascherine all’aperto, se sia opportuno l’obbligo come suggerisce il principio di precauzione, o se sia un provvedimento eccessivo come sostiene il Codacons.

Leggo in ogni caso, sull’ordinanza, che l’obbligo della mascherina non si estende a chi fa sport e più in generale attività motoria: infatti il punto 2 dell’ordinanza recita: “L’obbligo rimane escluso per i bambini al di sotto dei sei anni, per i portatori di patologie incompatibili con l’uso della mascherina e durante l’esercizio di attività motoria e/o sportiva” (corsivo mio).

Me ne sono accorto subito, transitando ieri per viale Trieste. Un nugolo di sportivi. Gente in calzoncini che sbuffava in una corsa impegnativa. Signori e signore in tuta impegnati in una camminata veloce, ma anche tantissimi altri senza mascherina che a prima vista sembravano dei contravventori alle regole. Ma, no: a parte il passo da serena passeggiata, per intendersi quello che si usa per lo “struscio” lungo Corso Italia, in realtà l’abbigliamento non lasciava dubbi: tuta, scarpe da jogging, perfino fascia tergisudore sulla fronte. Gente impegnata in attività motorie. Probabilmente tanto faticose da rendere impossibile respirare attraverso una pur leggera mascherina chirurgica. Eppure, li ho seguiti con lo sguardo per almeno cinquecento metri: facevano solo passeggiata.

Allora, mi sorgono almeno due interrogativi.

Il primo. Se chi corre, come sostengono gli scienziati, sparge intorno a sé potenziali virus per un raggio di 4-8 metri, perché costui non deve portare la mascherina? Certo, se corre nei boschi, non è pericoloso, ma se si aggira per strade, vie e viali della città, perché deve costringere chiunque lo incontra a scappare? Si dirà: ma quelli si proteggono con la mascherina. Eh, no, cari signori: quei passanti, pur girando correttamente con la mascherina detta “chirurgica”, sono alla mercé del corridore, perché la mascherina chirurgica è “altruistica”, cioè protegge gli altri, ma non se stessi. Quindi, i corridori dovrebbero essere esentati solo se corrono per vie poco o nulla frequentate, non per strade e viali della città, altrimenti godono di un privilegio che è un pericolo per gli altri.

Il secondo. Bastano una tuta e un paio di scarpe da jogging a certificare che si sta facendo attività motoria e quindi a esentare dall’uso della mascherina? Anche se si “passeggia”? Che succede se mi faccio una bella passeggiata per Corso Italia in tuta e sneakers? Possono stare senza mascherina? E poi, che cosa è l’attività motoria? In cosa si differenzia esattamente da una passeggiata? Dagli indumenti che indosso? Perché secondo l’Oms per  attività motoria si intende “qualunque movimento determinato dal sistema muscolo-scheletrico che si traduce in un dispendio energetico superiore a quello delle condizioni di riposo”.  Quindi se invece di stare seduto su un divano o a bere un caffè al bar, cammino più o meno spedito per la strada, faccio attività motoria. E allora, chi è che deve portare la mascherina all’aperto, solo chi sta seduto? 

A scanso di equivoci, voglio precisare che il sottoscritto fa attività di camminata veloce; per lo più nei percorsi boschivi, come quello ginnico dei valle Gelata, ma anche per vie cittadine poco battute. Beh, almeno quando ho incontrato altra gente, mi sono messo la mascherina. Una ffp2: quella che non è solo altruistica, beninteso, ma anche egoistica, di difesa, ed è ancor più noiosa della chirurgica. Perché sentivo di dovermi difendere dal respiro affannoso di corridori e ciclisti che condividevano con me quei sentieri senza indossare alcuna mascherina, ma anche di proteggerli dal mio respiro: poverini, ne andava della loro attività motoria…

Francesco Mattioli


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11 ottobre, 2020

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