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Firenze - In produzione per tutta l'Italia, disponibile a partire dalla prossima primavera

“Anticorpo monoclonale contro il Covid-19 pronto nel 2021”

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Fabrizio Landi

Fabrizio Landi

Pomezia – “Puntiamo a iniziare la sperimentazione di fase 1 per dicembre, e di arrivare alla fine della fase 2 rinforzata in primavera, per presentare a marzo il dossier per l’autorizzazione. L’obiettivo è di arrivare con le prime 100.000 dosi tra aprile e maggio. E possiamo dire che tutto quello che lo stabilimento Menarini di Pomezia potrà produrre nel 2021 sarà destinato all’Italia”. Queste sono le parole di Fabrizio Landi, presidente di Fondazione Toscana Life Sciences (Tls) che, assieme a Lucia Aleotti, azionista e componente del Board di Menarini, hanno fatto il punto riguardo la ricerca italiana sul potentissimo anticorpo monoclonale specifico per curare il Covid-19.

La ricerca è guidata dal celebre scienziato Rino Rappuoli, definito come il ‘padre’ di tanti vaccini. “Il risultato che si sta ottenendo è frutto del lavoro di un gruppo di giovani cervelli eccezionali. Ci sarà la luce in fondo al tunnel: nei prossimi mesi arriveranno cure specifiche e vaccini” ha affermato l’azionista.

Si sta creando un arsenale contro il virus. Per il momento le uniche misure adottate dalla popolazione sono l’uso della mascherina e il distanziamento sociale, “misure che però – riflette Landi sono efficaci: basta controllare le vendite degli sciroppi per la tosse e degli antibiotici in farmacia, in netto calo. Le persone non sviluppano i soliti malanni respiratori per via del distanziamento sociale” ha sottolineato il presidente del Tls.

Mentre l’istituto di Pomezia sta elaborando questa sperimentazione, la ricerca sul vaccino sta andando avanti. “Il vaccino – come spiega Landi, ha un grosso problema di logistica: deve essere conservato nell’azoto liquido ed è per questo che è stato coinvolto il Pentagono, sede del quartier generale del dipartimento della difesa degli Stati Uniti d’America”.

Continua “i dati che sono stati raccolti fin qui sono interessanti, ne arriveranno altri. Siamo in 5 a lavorare sugli anticorpi monoclonali: 4 grandi farmaceutiche e noi con Menarini”.
Il professor Rappuoli ha cercato la soluzione ideale: ovvero una somministrazione intramuscolo, possibile perché il nostro anticorpo è potentissimo e non richiede un’infusione endovena: se l’immunizzazione non funziona al 100% su tutti o lo fa per un tempo limitato, ecco che si comprende l’utilità degli anticorpi monoclonali”.

L’obiettivo posto per la Menarini Biotech di Pomezia è quello di riuscire ad avere le dosi per le prove cliniche per il mese di dicembre.
“In questo modo si partirà con una rapida fase 1 per dimostrare la sicurezza in due centri, fra cui lo Spallanzani”, aggiunge il presidente Tls. “Ci aspettiamo che vada tutto bene, anche perché l’anticorpo è la copia industrializzata di un anticorpo umano” prelevato da un paziente guarito da Covid-19.

“Poi partirà la fase 2 rafforzata – spiega ancora Landi – che puntiamo a concludere tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, per un’approvazione solo per l’Italia sotto l’egida di Istituto superiore di sanità e Aifa (Agenzia italiana del farmaco).

“Pomezia ce la farà – assicura dal canto suo Lucia Aleotti – ci sono le competenze e le strutture, gli investimenti sono stati fatti e il motore è al massimo per superare questa sfida” conclude l’azionista.

La produzione ‘made in Italy’ di questo anticorpo sarà destinato per tutta l’Italia.


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13 novembre, 2020

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