Roma – Il governo sta studiando una nuova serie di provvedimenti da inserire nel dpcm di dicembre in vista delle feste di Natale. Allentamenti e deroghe che potrebbero scattare dal prossimo 4 dicembre, quando il decreto firmato a inizio novembre non avrà più validità. E, si spera, avrà sortito i suoi effetti, abbassando la curva dei contagi e l’indice rt.
Per quella data, sperano a Palazzo Chigi, la maggior parte delle regioni dovrà essere in fascia arancione o gialla: uno scenario di rischio meno grave, che consentirebbe di inserire nel prossimo decreto alcune aperture in vista del Natale. Anche se il ministero della Salute al momento frena: “È presto per parlarne”.
Come anticipa il Corriere della sera, se la curva epidemiologica dovesse abbassarsi potrebbero però scattare davvero nuove regole per lo shopping e per i giorni festivi. Tra queste potrebbero essere previste alcune modifiche all’orario di apertura dei negozi e deroghe rispetto alla serrata di bar e ristoranti per dare fiato anche alle attività economiche nel periodo che certamente è uno dei più redditizi dell’anno. Con l’accordo di prevedere, poi, nuove chiusure intorno al 21 o 22 dicembre, subito prima delle festività.
Se ne discuterà nel vertice tra governo e regioni in programma per oggi pomeriggio.
Tra le ipotesi al vaglio, per non mortificare i consumi, ci sarebbe la possibilità di tenere i negozi per lo shopping aperti nei weekend e anche di sera tardi, per spalmare le entrate dei clienti e favorire comunque il commercio. Un altro punto in discussione sarebbe la riapertura dei bar e ristoranti la sera nelle zone gialle e in parte della giornata anche in quelle arancioni. Per quanto riguarda il cenone, possibile che non si potrà essere più di sei a tavola, condividendo il momento di festeggiamenti solo con conviventi e parenti stretti.
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