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Pomezia - La ricerca è guidata dallo scienziato Rino Rappuoli, definito da molti il "padre" di tanti vaccini

Fondazione Toscana life sciences: “Anticorpo monoclonale contro il Covid-19 pronto nel 2021”

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Rino Rappuoli

Rino Rappuoli

Pomezia – Procede la ricerca italiana sul potentissimo anticorpo monoclonale individuato per combattere il virus. Al via i test nel mese di dicembre. Fabrizio Landi, presidente di Fondazione Toscana life sciences (Tls) e assieme Lucia Aleotti, azionista e componente del Board di Menarini, hanno presentato l’obiettivo della ricerca e il lavoro svolto fino a oggi.

Sono previste 2 fasi. Nella fase 1, nel mese di dicembre, si avvia la sperimentazione dell’anticorpo. La fase 2, prevede la presentazione del dossier per l’autorizzazione e la distribuzione in primavera.

La ricerca è guidata dallo scienziato Rino Rappuoli, definito come il “padre” di tanti vaccini. “Il risultato che si sta ottenendo è frutto del lavoro di un gruppo di giovani cervelli eccezionali. Ci sarà la luce in fondo al tunnel: nei prossimi mesi arriveranno cure specifiche e vaccini”, ha affermato Aleotti.

Si sta creando un arsenale contro il virus. Per il momento le uniche misure adottate dalla popolazione sono l’uso della mascherina e il distanziamento sociale, “misure che però – riflette Landi – sono efficaci: basta controllare le vendite degli sciroppi per la tosse e degli antibiotici in farmacia, in netto calo. Le persone non sviluppano i soliti malanni respiratori per via del distanziamento sociale”, ha sottolineato il presidente del Tls.

Mentre l’istituto di Pomezia sta elaborando questa sperimentazione, la ricerca sul vaccino sta andando avanti. “Il vaccino – come spiega Landi -, ha un grosso problema di logistica: deve essere conservato nell’azoto liquido ed è per questo che è stato coinvolto il Pentagono, sede del quartier generale del dipartimento della difesa degli Stati Uniti”.

Continua Landi: “I dati che sono stati raccolti fin qui sono interessanti, ne arriveranno altri. Siamo in 5 a lavorare sugli anticorpi monoclonali: 4 grandi farmaceutiche e noi con Menarini. Il professor Rappuoli ha cercato la soluzione ideale, ovvero una somministrazione intramuscolo, possibile perché il nostro anticorpo è potentissimo e non richiede un’infusione endovena. Se l’immunizzazione non funziona al 100% su tutti o lo fa per un tempo limitato, ecco che si comprende l’utilità degli anticorpi monoclonali”.

Momentaneamente l’obiettivo posto per la Menarini Biotech di Pomezia è quello di riuscire ad avere le dosi per le prove cliniche per il mese di dicembre. “In questo modo si partirà con una rapida fase 1 per dimostrare la sicurezza in due centri, fra cui lo Spallanzani”, aggiunge il presidente Tls. “Ci aspettiamo che vada tutto bene, anche perché l’anticorpo è la copia industrializzata di un anticorpo umano prelevato da un paziente guarito da Covid-19”.

“Poi partirà la fase 2 rafforzata – spiega ancora Landi – che puntiamo a concludere tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, per un’approvazione solo per l’Italia sotto l’egida dell’Istituto superiore di sanità e Aifa (Agenzia italiana del farmaco). L’obiettivo è di arrivare con le prime 100.000 dosi tra aprile e maggio.

“Pomezia ce la farà – conclude Lucia Aleotti – ci sono le competenze e le strutture, gli investimenti sono stati fatti e il motore è al massimo per superare questa sfida”. La produzione made in Italy di questo anticorpo sarà destinato per tutta l’Italia.


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12 novembre, 2020

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