Viterbo – Il consigliere comunale Alvaro Ricci chiede l’accesso agli atti “per comprendere meglio come sono andate le cose e cosa hanno fatto gli studenti di beni culturali e a che titolo”. La questione è quella del museo civico, e nello specifico del gruppo di lavoro di una decina di studenti del corso di laurea in conservazione dei beni culturali, dipartimento Dibaf, che a gennaio di quest’anno ha effettuato un monitoraggio all’interno del museo Luigi Rossi Danielli di piazza Crispi a Viterbo evidenziando tutta una serie di criticità importanti. Dall’allestimento delle opere al loro stato di conservazione. Insomma, da quel che emerge dal report degli studenti di beni culturali e da quello che è possibile vedere all’interno, il museo è messo veramente male.
Viterbo – Il consigliere comunale Alvaro Ricci
Nonostante ciò, appena usciti i primi due articoli dell’inchiesta di Tusciaweb, il presidente del corso di laurea Stefano De Angeli e un paio di dirigenti dei laboratori di restauro, Maria Ida Catalano e Paola Pogliani, hanno inviato una nota al giornale, alla quale il giornale stesso ha risposto, che il consigliere comunale di Viterbo Alvaro Ricci ha definito “risentita”.
Non solo, ma nella nota De Angeli, Catalano e Pogliani, oltre dire che il museo ha solo qualche “acciacco”, hanno descritto come “ingenuo”, in parte, il lavoro fatto dagli studenti all’interno del museo civico. Studenti che tuttavia hanno lavorato a contatto con opere fondamentali del patrimonio storico artistico e che, all’interno dei laboratori, intervengono quotidianamente su altre opere provenienti dal territorio.
Viterbo – Museo civico – La Flagellazione e la Pietà di Sebastiano del Piombo-Michelangelo
“Rimango francamente interdetto dalla nota così risentita dei docenti – spiega Ricci -. Tusciaweb ha doverosamente esercitato il sacrosanto diritto di cronaca, leggendo e confrontando elementi frutto di un lavoro fatto dall’università a fronte di un accordo sottoscritto con l’amministrazione comunale”.
Viterbo – Museo Civico – Madonna in trono del XIII secolo con fenditura della tela e sollevamento vicino all’occhio
“Tuttavia – ha poi aggiunto Ricci – se il lavoro svolto dall’ateneo era semplicemente una esercitazione didattica assume tutt’altro valore. Farò un accesso agli atti, leggero l’accordo per comprendere meglio come sono andate le cose, cosa hanno fatto gli studenti di beni culturali all’interno del museo e a che titolo, nonché le finalità e gli obiettivi dell’accordo stesso. Fermo restando che la collaborazione tra università della Tuscia e altre istituzioni pubbliche e private è una modalità preziosa e indispensabile per la crescita culturale ed economica della nostra città”.
Daniele Camilli
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