Roma – Shopping fino alle 22, con ingressi nei negozi scaglionati, e bar e ristoranti aperti la sera.
Sono queste le ipotesi al vaglio del governo per allentare le misure restrittive in vigore fino al 3 dicembre e dare una boccata d’ossigeno ai consumi in vista del Natale e delle festività di dicembre. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, l’esecutivo starebbe pensando all’apertura dei negozi dalle 9 alle 22, dei centri commerciali nel fine settimana e dei ristoranti la sera in tutte le aree dell’Italia, tranne quelle ancora rosse. Con la solita, obbligatoria premessa: tutto questo sarà possibile solo se la curva dei contagi continuerà a scendere come sta accadendo in questi giorni. E dunque se gli indicatori dimostreranno che stanno diminuendo i casi da Covid-19.
In tale senso, stando alle anticipazioni del Corriere della Sera, data fondamentale sarà il prossimo 27 novembre: quel giorno le regioni che sono entrate per prime in zona rossa potrebbero passare a quella arancione, mentre nella settimana immediatamente successiva quelle in zona arancione potrebbero meritarsi il giallo. Proprio l’avverarsi di questa possibilità, che oggi in teoria i numeri già consentono, permetterebbe al governo di varare un nuovo dpcm per allentare le misure restrittive ora in vigore: ovvero l’apertura dei negozi dalle 9 alle 22, dei centri commerciali nel fine settimana, dei ristoranti la sera in tutte le aree d’Italia tranne quelle ancora rosse.
“Se la tendenza di questi giorni sarà confermata, si può pensare all’orario lungo dei negozi fino alle 22, utile sia ai commercianti sia ai cittadini che avrebbero maggiori possibilità di uscire senza rischio di creare assembramenti”, ha spiegato la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa.
Ieri è stato lo stesso presidente del consiglio Giuseppe Conte ad annunciare che la situazione è in miglioramento ma anche che a Natale e a Capodanno non ci saranno né cenoni né veglioni. “Veglioni, cenoni, baci e abbracci per questo fine 2020 dovranno essere rimandati perché”, ha spiegato il premier, “al di là delle valutazioni scientifiche, occorre buonsenso”. “Una settimana di socialità scatenata, come è quella che di solito ci accompagna nelle festività natalizie, significherebbe pagare a gennaio un innalzamento brusco della curva in termine di decessi, stress delle terapie intensive e dell’area medica. Non ce lo possiamo permettere, sarebbe folle”.
Nessun allentamento sembra invece previsto per entrare e uscire dalle regioni in fascia rossa e arancione, nemmeno durante le festività natalizie. Così come sembra assai probabile che si mantenga il divieto di apertura delle palestre, degli sport da contatto e degli impianti sciistici.
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