Mestre – Un sacerdote non fece fare la comunione al loro figlio perché omosessuale. Una coppia di genitori ha riagito fondando un’associazione Lgbt, chiamata “Siamo tutti figli di Dio”.
Obiettivo: aumentare la sensibilità degli ambienti ecclesiastici nei confronti di gay, lesbiche, transgender.
L’episodio risale a vent’anni fa. Passò un lungo periodo prima che i genitori riuscissero a incassare il colpo, che per loro fu durissimo, essendo cattolici praticanti. Oggi hanno raccontato la loro esperienza al Gazzettino.
“Questi ragazzi nascono così, con un’affettività diversa e se il Signore li ha creati in questo modo perché dobbiamo discriminarli?”.
L’idea dell’associazione nacque dopo un convegno, organizzato da sacerdoti, in cui la coppia incontrò altri genitori di ragazzi omosessuali, passati per esperienze dolorose analoghe.
“Siamo tutti figli di Dio” ha ottenuto di essere ricevuta dal Papa che ha dato in più occasioni prova di sensibilità su questi temi.
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