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“Raccontava sempre barzellette fino alle 4 di mattina…”

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Viterbo - Gigi Proietti e Maurizio Iannaccone sul set del Maresciallo Rocca

Viterbo – Gigi Proietti e Maurizio Iannaccone sul set del Maresciallo Rocca

Viterbo - Stefania Sandrelli, Gigi Proietti e Maurizio Iannaccone sul set del Maresciallo Rocca

Viterbo – Stefania Sandrelli, Gigi Proietti e Maurizio Iannaccone sul set del Maresciallo Rocca

Viterbo - In alto Maurizio Iannaccone, sotto Stefania Sandrelli e Gigi Proietti sul set del Maresciallo Rocca

Viterbo – In alto Maurizio Iannaccone, sotto Stefania Sandrelli e Gigi Proietti sul set del Maresciallo Rocca

Viterbo - Maurizio Iannaccone e Gigi Proietti sul set del Maresciallo Rocca

Viterbo – Maurizio Iannaccone e Gigi Proietti sul set del Maresciallo Rocca

 

Viterbo - Gigi Proietti con Laura Iannaccone, figlia di Maurizio

Viterbo – Gigi Proietti con Laura Iannaccone, figlia di Maurizio

Viterbo – “Raccontava sempre barzellette fino alle 4 mattina”. E’ soltanto uno dei tanti aneddoti divertenti di Gigi Proietti ricordati dal tenente Maurizio Iannaccone – attuale comandante del Norm della compagnia dei carabinieri di Viterbo – durante le riprese del Maresciallo Rocca.

La serie tv, andata in onda sulla Rai dal 1996 al 2005, ha visto come sfondo la città dei papi per tutte le stagioni.

Maurizio Iacconne – prima come comandante della stazione di Bagnaia e poi come comandante della stazione di Viterbo – ha coordinato tutti i carabinieri e lo stesso Proietti alias Rocca nel calarsi alla perfezione nella parte, suggerendo gesti, modi di indossare la divisa e anche taglio di capelli.

Ma per lui il piacere di partecipare a questa grande avventura è stato soprattutto stare accanto a Gigi Proietti dalla mattina alla sera: dal lavoro sul set, alle cene, per finire con una serie di barzellette raccontate fino a tarda notte.

Il loro rapporto è cresciuto negli anni tanto da rimanere intatto anche dopo la fine della serie.

Gigi Proietti è stato una grande leggenda e grazie al suo personaggio è riuscito a portare Viterbo in tutta Italia.

Maurizio Iannaccone, testimone diretto di quegli anni e della grandezza dell’attore romano, ricorda i momenti più significativi, più divertenti e qualche chicca del dietro le quinte.

Si ricorda qualche aneddoto divertente durante le riprese del Maresciallo Rocca?
“Sì, me ne ricordo tanti. Quando ha compiuto sessant’anni mi ha obbligato a mettere Stream per vedere giocare la Roma. Mi disse ‘Me lo fai sto regalo Iannaccò? Mi devi regalà la partita’. Quindi io ho chiamato una persona di Viterbo e gli ho fatto montare l’antenna per fargli vedere la partita a piazza San Lorenzo. Questo succedeva vent’anni fa, nel 2000, durante uno dei periodi in cui si girava il Maresciallo Rocca”.

Com’era la vita dietro le quinte? Cosa si faceva alla fine della giornata di riprese?
“Dopo gli ultimi momenti sul set e dopo aver cenato insieme come di consueto, passavamo le serate in piazza fino alle 4 di mattina con lui che raccontava barzellette a tutto il cast. Tant’è che a un certo punto dovevamo interromperci e dirgli ‘Noi ce ne dobbiamo andare’. Si è creato un bel rapporto, a lui piaceva tanto raccontare barzellette”.

E poi?
“Proprio in una delle sere in cui stavamo a cena gli fecero un furto a casa. Bisognava prendere le impronte di tutti i componenti della famiglia. Gli ho detto ‘Gì, più tardi dobbiamo…’ e gli ho fatto il gesto con la mano (ruotando il palmo in su e in giù, ndr). Ma lui non ha capito e ha detto ‘Ah Iannaccò, n’altra braciolata no, eh!'”.

Qualche altro aneddoto simpatico al di fuori del set?
“Quello più carino è stato un anno in cui si trovava a Caserta e si doveva esibire: io mi trovavo a Napoli e sono andato a vederlo. A un certo punto, nel bel mezzo dello show, ha tirato fuori il berretto da carabiniere e ha urlato di fronte a tutti ‘Ah Iannaccò, c’ho pure questo!'”.

Qual era il suo ruolo nell’Arma quando sono cominciate le riprese del Maresciallo Rocca?
“Al tempo ero maresciallo e comandavo la stazione di Bagnaia e poi ho continuato con la stazione di Viterbo. Quindi ho seguito tutto dal 1995”.

Come le è arrivata la chiamata in cui le dicevano del Maresciallo Rocca?
“Prima di iniziare le riprese, la produzione ha chiesto un assistente al comando generale dell’Arma che ha designato la compagnia di Viterbo. A sua volta la compagnia di Viterbo ha designato me per seguire carabinieri e attori sul set. Stavo sempre insieme a loro, ero responsabile del loro impiego”.

Quindi si occupava di gestire ogni cosa?
“Controllavo tutto, anche che Gigi si tagliasse i capelli, che avesse sempre la cravatta a posto e ogni tanto – cosa per cui lui si arrabbiava – gli dicevo ‘Gigi i capelli sono lunghi’ e lui rispondeva ‘Ah Iannaccò, e mica so militare io’. Quindi su questo argomento si creava sempre un battibecco. In più seguivo tutti miei carabinieri e anche quelli che venivano dalla provincia”.

Quali indicazioni dava?
“Indicazioni sulle macchine, sui mezzi, davo consigli su come indossare il giubbotto, su come fare un intervento, come fare irruzione, come gestire un posto di blocco, su come fare attività di polizia giudiziaria. Quindi c’ero io che ero il vero comandante di stazione e lui, Proietti, che doveva interpretarlo. In più l’uso della bandoliera, quando mettere il cinturone, come dislocare bene i mezzi su strada. Insomma dovevo controllare che i carabinieri fossero perfetti e anche lui fosse perfetto”.

Una scena che si ricorda particolarmente bene?
“Quando si girò la festa dell’Arma a piazza San Lorenzo: faceva molto freddo e Proietti non voleva scendere dal camper. Quindi hanno fatto fare a me la controfigura nelle parti in cui era di spalle”.

Siete sempre rimasti in buoni rapporti?
“Anche dopo la fine delle riprese dell’ultima serie, noi siamo sempre rimasti in contatto, tant’è che lui nel 2014 mi ha fatto un regalo quando mio figlio si è laureato ed è venuto anche alla festa. Ho anche il ricordo di mia figlia piccola con il ciucciotto in bocca in braccio a Gigi, durante una delle cene insieme”.

Elisa Cappelli


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