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Coronavirus - Il testo approvato nella notte sposta il pagamento delle tasse di novembre e dicembre - Il ministro dell'Economia GUaltieri: "Sostegno ai lavoratori"

Rinvio delle scadenze fiscali e aiuti per i precari, via libera al decreto Ristori quater

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Il presidente Conte e il ministro Gualtieri

Il presidente Conte e il ministro Gualtieri

Roma –  Il decreto Ristori quater, approvato ieri notte dal consiglio dei ministri, arriva oggi in Gazzetta ufficiale. Via libera al provvedimento che stanzia altri 8 miliardi di aiuti alle attività e ai lavoratori più in difficoltà a causa della pandemia.

Il decreto contiene il rinvio delle scadenze fiscali e nuovi aiuti in vista anche delle festività. Ci sono 700 milioni per i bonus di Natale da 1.000 euro ai lavoratori precari di turismo, terme e spettacolo e da 800 euro per quelli dello sport.

“Chi è colpito dalla crisi provocata dal Coronavirus troverà sempre lo stato al suo fianco”. Ha affermato il ministro dell’Economia, Roberto Gualteri, dopo l’approvazione del decreto da parte del cdm. “Continuiamo a sostenere lavoratori, partite Iva e imprese con il rinvio delle principali scadenze fiscali e con altre importanti misure. Contributi a fondo perduto andranno anche ad agenti e rappresentanti di commercio”, ha aggiunto, ricordando poi che il nuovo decreto è il frutto del nuovo scostamento di bilancio da 8 miliardi “che, con grande senso di responsabilità, è stato approvato in parlamento, anche col voto delle opposizioni”.

Il decreto Ristori quater prevede una maxi-moratoria fiscale, con tutte le scadenze di qui a fine anno rinviate a primavera per imprese e partite Iva in difficoltà. Nello specifico, il versamento del secondo acconto di Irpef, Ires e Irap viene prorogato dal 30 novembre al 10 dicembre per tutti i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione. La proroga è estesa al 30 aprile per le imprese con un fatturato non superiore a 50 milioni di euro nel 2019 e che hanno registrato un calo di un terzo del fatturato nei primi sei mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. La proroga si applica inoltre alle attività oggetto delle misure restrittive del dpcm del 3 novembre e a quelle operanti nelle zone rosse, nonché per i ristoranti in zona arancione, a prescindere dal volume di fatturato e dall’andamento dello stesso. Le tasse rinviate dovranno però essere pagate in un’unica soluzione nel 2021: l’1 marzo per la pace fiscale e il 30 aprile gli altri.

È prevista, inoltre, la sospensione dei contributi previdenziali, dei versamenti delle ritenute alla fonte e dell’Iva che scadono nel mese di dicembre per tutte le imprese con un fatturato non superiore a 50 milioni di euro nel 2019 e che hanno registrato un calo di un terzo del fatturato nel mese di novembre 2020 rispetto allo stesso mese del 2019. Sono sospesi i versamenti anche per chi ha aperto l’attività dopo il 30 novembre 2019.

Sospesi i fermi, ipoteche e procedure esecutive ai contribuenti che chiedono di rateizzare un debito col Fisco. Stop alla ganasce fiscali, dunque. Fino al 31 dicembre 2021 non è necessario dimostrare di essere in difficoltà economica per accedere a un piano di rateizzazione entro i 100 mila euro di debito: oggi il limite è 60 mila euro. Sempre fino al 31 dicembre 2021 si potranno saltare fino a 10 rate – oggi sono 5 – senza decadere la piano di rate.


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30 novembre, 2020

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