Pesaro – “Sto Coronavirus è stato proprio un buon affare”. Così definiva la pandemia di Sars-Cov-2, il gestore di un’azienda di sanificazioni, ignaro di essere intercettato perché tra i soggetti già colpiti da sorveglianza speciale per camorra.
La società è stata posta sotto sequestro mentre l’uomo e altre tre persone sono stati denunciati nell’ambito dell’inchiesta “Dirty cleaning”, coordinata dalla procura di Rimini e finalizzata al contrasto di intestazioni fittizie di beni e tentativi di infiltrazione della criminalità nell’economia legale della provincia romagnola.
La ditta di pulizie, secondo quanto emerso, avrebbe avuto tra i suoi committenti bar, ristoranti e alberghi che dopo il lockdown per poter riaprire dovevano sanificare i locali dall’eventuale presenza di Coron. In quel momento, i fatturati della società con sede a Pesaro e, secondo l’accusa, intestata a un prestanome, sarebbero decollati. Così sono scattate le verifiche delle fiamme gialle, che hanno portato all’esecuzione del decreto di sequestro preventivo della ditta.
Quattro le persone indagate a vario titolo per intestazione fittizia, tra cui il gestore intercettato. Diverse le perquisizioni a Pesaro, Rimini e anche Trento.
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