New York – Il 2020 è il “peggior anno di sempre”.
Così recita la copertina del Time, periodico statunitense che ogni anno elegge la “persona dell’anno”, colui o colei che ha caratterizzato in maniera significativa gli eventi dell’anno appena trascorso. Annunciata lo scorso 5 dicembre, sarà in vendita domani 14 dicembre. In un editoriale firmato daStephanie Zacharek si fa il punto della situazione riguardo le implicazioni psicologiche e sociali che il Coronavirus ha avuto per tutti noi
“Ci sono stati anni peggiori nella storia degli Stati Uniti, e certamente anni peggiori nella storia del mondo – spiega l’editoriale firmato da Stephanie Zacharek –, ma la maggior parte di noi, che siamo vivi oggi, non ha mai visto niente di simile”.
“Dovresti avere più di 100 anni – prosegue l’articolo – per ricordare la devastazione della prima guerra mondiale e la pandemia di influenza spagnola del 1918; circa 90 per avere un senso della privazione economica causata dalla Grande Depressione; ed essere oltre gli 80 per conservare un ricordo della seconda guerra mondiale e dei suoi orrori. Un virus che ha avuto origine, forse, da un solo pipistrello e ha finito per sconvolgere la vita di tutti sul pianeta e uccidere circa 1,5 milioni di persone”.
Un anno tragico non solo per il Covid, ma anche, tra le altre cose, per “il ripetersi di disastri naturali che confermano quanto abbiamo tradito la natura” e “un’elezione contestata sulla base della fantasia”. “Abbiamo rallentato.- prosegue l’autrice – Abbiamo imparato cosa era importante. Abbiamo giocato a giochi da tavolo e puzzle e abbiamo davvero parlato e ascoltato i nostri bambini, le passeggiate al sole quando ci veniva detto che non potevamo uscire se non per fare esercizio, incontrare un amico per un bicchiere di vino, un privilegio e un piacere che, nei mesi precedenti, non eravamo sicuri che avremmo avuto, ricongiungerci con i dipinti che amiamo,abbiamo avuto molto tempo per conoscerci meglio”.
“Abbiamo imparato molto nel 2020, ma cosa abbiamo imparato esattamente – si chiede Zacharek -? A volte dobbiamo superare l’ora più buia. L’aurora attende il suo momento”.
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