Trapani – È stato nuovamente arrestato dai carabinieri di Trapani e dal personale della Dia con l’accusa di associazione associazione a delinquere di tipo mafioso in quanto appartenente a Cosa Nostra, Giuseppe Costa, uno dei carcerieri del piccolo Giuseppe Di Matteo, il dodicenne segregato, ucciso e poi sciolto nell’acido perché figlio del pentito Mario Santo.
Gli investigatori hanno perquisito l’abitazione di Costa, in località Purgatorio di Custonaci, dove lo stesso aveva realizzato in muratura la ‘cella’ che era servita per tenere segregato il bambino, sciolto nell’acido su ordine di Giovanni Brusca.
La nuova ordinanza è stata emessa dalla direzione distrettuale antimafia.
“Subito dopo la scarcerazione – si legge nella nota dei carabinieri -, ha rinsaldato le sue relazioni con i vertici dei mandamenti di Trapani e Mazara del Vallo per l’aggiudicazione di appalti, le speculazioni immobiliari, la risoluzione di dissidi tra privati, l’attività intimidatoria, il riparto di proventi di denaro ricavati da attività illecite”.
Secondo gli inquirenti Costa avrebbe anche partecipato alla raccolta dei voti per le elezioni regionali dell’autunno del 2017 e assunto il ruolo di controllore e tutore degli interessi di Cosa Nostra su un impianto di calcestruzzi della provincia trapanese.
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