Viterbo – (g.f.) – Gemellaggi: in attesa di poterne fare, il comune di Viterbo si porta avanti con il lavoro e approva il regolamento. Prima che nel consiglio di ieri esplodesse lo scontro devastante per la maggioranza, sulla delibera per il garante dei detenuti.
Il regolamento sui gemellaggi è necessario, perché come ricorda Giacomo Barelli (Forza civica), finora alcune proposte, tali sono rimaste, per l’assenza di regolamentazione. “A cominciare – ricorda Barelli – da quella più volte evocata con Avignone”.
Proposta presentata dal capogruppo della Lega Andrea Micci, che ha riconosciuto come parlarne in questo momento possa suonare un po’ stonato. “Non è il momento storico migliore – spiega Micci – ma approvando il regolamento, saremo pronti quando sarà possibile ripartire”.
Del resto, la proposta è parcheggiata dalla primavera 2019. Era tempo del via libera. Così come per l’istituzione del garante dei detenuti e il piano triennale prevenzione corruzione, sempre nell’ordine del giorno di ieri.
Quando sarà possibile spostarsi, il documento per la costituzione, gestione e sviluppo delle relazioni internazionali con città, comunità e territori potrà tornare utile. “Si promuovono gemellaggi – spiega Micci – con città affini, favorendo la reciproca conoscenza e la cooperazione”. In diversi modi.
“Il patto di gemellaggio – continua Micci – con realtà simili a Viterbo o che abbiano comunità significative provenienti dalla nostra città”. C’è poi il gemellaggio onorario, simbolico, non prevede obblighi e può essere stabilito qualora venga meno il primo.
“Il patto di solidarietà invece – continua Micci – prevede il sostegno di Viterbo per ragioni storiche, religiose e non ha una scadenza”. Il regolamento include pure il patto d’amicizia: “Una prima collaborazione in vista del gemellaggio, ma può sussistere anche senza arrivare al passaggio successivo. È un modo per favorire relazioni con una città amica, mettendo in risalto iniziative e interscambi”.
Il partenariato ha invece la durata di tre anni, in settori precisi e con progetti da realizzare in comune. L’accordo va approvato con delibera di giunta e al termine può essere o meno rinnovato. C’è poi un comitato delle relazioni internazionali, con a capo il presidente del consiglio comunale. Approvato. Sperando di poterlo mettere in pratica quanto prima.
E vista l’aria che è tirata dopo, chissà se sarà questa coalizione a metterlo in pratica.
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