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Coronavirus - L'assessore alla Sanità regionale Alessio D'Amato: "Se staremo attenti possiamo tentare di ridurre l'impatto della terza ondata"

“Nel Lazio locali chiusi alle 18 e coprifuoco alle 22 fino alla primavera”

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Alessio D'Amato

Alessio D’Amato

Roma – “Nel Lazio locali chiusi alle 18 e coprifuoco alle 22 fino alla primavera”. Così l’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, in un’intervista a Il Messaggero. L’assessore non prevede nessun allentamento delle misure anti-Covid per il momento. Anzi, invita alla cautela. 

D’Amato spiega che per arginare la crescita dei nuovi casi nel Lazio “bisognerà correre ancora 3 mesi, almeno” perché “il virus circola e l’Rt non è sotto controllo e per la campagna di vaccinazione ci vorrà ancora tempo”.

Per l’assessore quindi nessun allentamento delle misure. Bar, pub e ristoranti chiusi alle 18 e coprifuoco dalle 22 alle 5 fino a marzo. “Naturalmente – prosegue – ci saranno interventi per le attività che rimarranno chiuse, come per le palestre, per il mondo della cultura, per il commercio ambulante dei mercati. Una cosa deve essere chiara: le misure adottate sono e saranno sempre proporzionali alla situazione dell’epidemia”.

E ancora: “Nel Lazio siamo stati prudenti e Roma oggi è tra le capitali europee che, pur con molte difficoltà, hanno sofferto meno, grazie al rigore dei comportamenti e anche alle misure che abbiamo adottato. Ora bisogna proseguire”.

D’Amato commenta anche la curva dei contagi attuali e invita alla cautela: “Se i casi e ricoveri diminuiscono, il Lazio ha comunque sui 1500 casi al giorno. Non sono pochi se pensiamo che quando è partita la seconda ondata, intorno a metà settembre, dovevamo confrontarci con qualche centinaio di positivi al massimo”.

L’obiettivo dell’assessore alla Sanità è arrivare a gennaio con un Rt allo 0,5: “Speriamo di arrivare a gennaio per gennaio a o.5, ma abbiamo davanti settimane in cui la gente si muoverà. Per questo serve ancora il massimo rigore”.

A spaventare anche l’incognita scuola. Il ritorno in classe degli studenti potrebbe portare a una crescita dei contagi e su questo punto D’Amato fa alcune precisazioni. “La prima cosa da dire – spiega – è che in classe bisogna portare la mascherina, anche al banco…Poi saranno potenziati i bus, ce ne stiamo occupando con l’Astral, l’agenzia regionale e la prefettura. Per i tamponi, a gennaio contiamo di avere 150mila test con prelievo salivare”.

Per quanto riguarda il vaccino, D’Amato aggiunge che il Lazio si sta attrezzando per avere otto milioni di dosi per quattro milioni di cittadini (servirà il richiamo). Occhi puntati, spiega l’assessore al “29 settembre quando L’Ema dovrebbe dare l’ok al vaccino Pfizer” e “al 12 gennaio che dovrebbe esserci un passaggio cruciale per il vaccino Moderna”.

“L’obiettivo è arrivare all’immunità di gregge – chiarisce l’assessore – la copertura vaccinale deve essere superiore al 70%. Sarà una campagna complicata, dato il numero di persone coinvolte, durerà fino al termine del 2021. Partiremo con i vaccini al personale sanitario negli hub ospedalieri, poi quando arriveremo in tarda primavera al picco della campagna, ci sarà bisogno di tutte le forze possibili, dai 4mila medici di medicina generale alle 1500 farmacie”.

D’Amato parla anche di una possibile terza ondata. “Se ci comportiamo come in estate, non sarà una probabilità ma una certezza – conclude -. Se invece staremo attenti, possiamo tentare di ridurre l’impatto. In ogni caso ci stiamo attrezzando per fronteggiare scenari peggiori, amplieremo del 10% la rete ospedaliera, comprese le terapie intensive. Significa 500 posti in più”.

 


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9 dicembre, 2020

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