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Montalto di Castro - Antonio Muoio e Giancarlo Mannozzi chiedono chiarimenti sul progetto

“No al muro sul fiume Fiora”

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Montalto di Castro - Il fiume Fiora alla marina di Montalto

Montalto di Castro – Il fiume Fiora alla marina di Montalto

Montalto di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – Questo è un grido straziante con la speranza che rompa il silenzio civile, politico e amministrativo che sta ovattando il rumore dei lavori sulla sponda sinistra del fiume Fiora a Montalto di Castro.

Stanno costruendo un muro di circa tre metri. Sì avete capito bene, un muro alto tre metri e lungo un chilometro. Stanno violentando la nostra terra. Speriamo che il nostro urlo di dolore svegli tutti quelli che amano questa terra, questo mare, questo fiume. Speriamo nel risveglio dei nostri deputati e senatori, degli amministratori sia comunali, sia provinciali, sia regionali.

Proprio la regione ha finanziato questa scelleratezza con svariati milioni di euro. Signori ricordate che la terra ha la sua memoria, il fiume sa dove deve andare, da secoli conosce la sua strada. Costruendo un muro lui non cambierà strada.

L’arroganza di chi nemmeno conosce le storie di chi vive di questo fiume spazzerà via la pesca e la nautica. Verranno spesi milioni di euro per perdere decine di posti di lavoro.

Avevamo un sogno: il porto. Si trasformerà in un incubo: il muro.

Sindaco, consiglieri comunali, consiglieri provinciali, consiglieri regionali, onorevoli, ma soprattutto cittadini: svegliamoci! Prima che sia troppo tardi. I problemi si risolvono a monte e non a valle.

Oltre ad cuore abbiamo anche cervelli e quindi vi chiediamo:

1) perché non è stata fatta la valutazione impatto ambientale?
2) il progetto risponde alle direttive europee sull’ingegneria naturalistica?
3) perché non si sono valutate alternative, come la regimazione delle acque a monte con casse di espansione sia sul Fiora che sugli affluenti o paratie mobili o amovibili?
4) perché non sono state accolte le richieste di modifica del tracciato da parte degli espropriati?
5) perché non si è verificata la possibilità di regimentare il fosso del Fornello, anziché chiuderlo e costruire una deleteria idrovora?
6) come ha fatto la soprintendenza ad approvare il progetto con tutti i vincoli ambientali che ci sono?
7) e il comune, sia il sindaco che gli uffici tecnici, cosa hanno fatto?

Antonio Muoio
Giancarlo Mannozzi


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10 dicembre, 2020

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