Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Questa mattina studenti e studentesse si sono mobilitati, nel rispetto delle norme anti-Covid, davanti ai liceo Mariano Buratti e Paolo Ruffini e all’istituto Paolo Savi per manifestare il loro dissenso verso la gestione del rientro previsto per il 7 gennaio. Nello stesso momento altri ragazzi e ragazzi hanno esposto striscioni davanti a più di altre venti scuole di tutto il Lazio.
All’inizio dell’anno scolastico, studenti e studentesse hanno affrontato un rientro che dimostrava la poca attenzione nel gestire l’emergenza da parte delle istituzioni, che ha portato nuovamente alla chiusura delle scuole. Dopo mesi di didattica a distanza in cui la scuola non era considerata la priorità, ragazzi e ragazze vogliono poter tornare alla loro routine scolastica.
Per questo, più di 200 rappresentanti d’istituto e consulta nella regione hanno firmato l’appello della Rete degli studenti medi del Lazio per un rientro in sicurezza. Sono quindi tornati davanti alle loro scuole per lanciare un chiaro messaggio: trasporti sicuri, aumento delle connessioni scolastiche, più spazi per la didattica e tracciamento nelle scuole.
“Sono mesi che non viviamo la scuola – spiega Bianca Cimagalli della Rete degli studenti medi di Viterbo – ma soprattutto sono mesi che chiediamo un serio impegno delle istituzioni per garantire un rientro davvero in sicurezza. Le misure prese finora, come il doppio turno, risultano essere solo confusionarie e poco praticabili. Ciò è il risultato di decisioni prese senza il coinvolgimento di chi la scuola la vive davvero. Noi abbiamo chiaro cosa vogliamo: la scuola sicura!”.
Rete degli studenti medi Viterbo
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