Roma – Il premier Giuseppe Conte è pronto a chiedere la fiducia. Il suo intento è chiaro: o rimanere al governo senza Matteo Renzi ma con la certezza di avere i numeri in parlamento oppure andare via, ma prima intervenire nelle aule per far sapere a tutti chi avrebbe sempre lavorato per il bene dell’Italia e chi, invece, avrebbe cercato la crisi a tutti i costi.
Giuseppe Conte
Così l’appuntamento per la fiducia è lunedì alla Camera e martedì al Senato. L’ordine dei lavori di lunedì prevede l’intervento di Conte, il dibattito e la replica del premier. A seguire il voto sulla fiducia al governo posta su una delle risoluzioni presentate. Il voto si svolgerà con chiamata per appello nominale. Il giorno successivo, martedì alle 9.30, Conte sarà in Senato per le comunicazioni, su cui verrà posta la questione di fiducia.
Intanto il presidente della regione Nicola Zingaretti e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio attaccano Renzi, definendolo inaffidabile e chiudono le porte a Italia viva. E Di Maio rivolge un accorato appello “a tutti i costruttori europei che, come questo governo, in parlamento nutrono la volontà di dare all’Italia la sua opportunità di ripresa e di riscatto. Insieme, possiamo mantenere la via”.
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