Città del Vaticano – Papa Francesco ha istituzionalizzato nel diritto canonico che i ministeri del Lettorato e dell’Accolitato sono accessibili da entrambi i sessi. Quello che in alcune parrocchie era già una prassi comune, diventa ora una riforma stabile per la chiesa cattolica. È stato il pontefice stesso a stabilirlo con un motu proprio.
Già alcune riunioni sinodali si erano mosse richiedendo interventi su questo tema. “Si tratta di ministeri laicali – si legge nel documento – essenzialmente distinti dal ministero ordinato che si riceve con il sacramento dell’ordine”.
La decisione, si legge in una lettera del pontefice rivolta a Luis Ladaria, prefetto della congregazione per la dottrina della fede, “nell’orizzonte di rinnovamento tracciato dal Concilio vaticano IIe per riscoprire la corresponsabilità di tutti i battezzati nella chiesa, e in particolar modo la missione del laicato. Anche una consolidata prassi nella Chiesa latina ha confermato, infatti, come tali ministeri laicali, essendo basati sul sacramento del Battesimo, possono essere affidati a tutti i fedeli che risultino idonei, di sesso maschile o femminile”.
Ieri Papa Francesco è intervenuto in un’intervista con il vaticanista Fabio Marchese Ragona per il Tg5 in merito alla situazione politica e sanitaria globale. “La classe dirigenziale ha il diritto di avere punti di vista diversi e di imporre la propria politica. Ma in questo tempo si deve giocare per l’unità, sempre. In questo tempo non c’è il diritto di allontanarsi dall’unità. La lotta politica è una cosa nobile, ma se i politici sottolineano più l’interesse personale all’interesse comune, rovinano le cose”.
“In questo momento la classe dirigenziale tutta non ha il diritto di dire ‘Io’. Si deve dire ‘Noi’ e cercare un’unita davanti alla crisi – ha aggiunto Bergoglio -. Io dico a tutti i dirigenti, pastorali, politici, imprenditoriali, di cancellare per un po’ la parola ‘Io’ e dire la parola ‘Noi’ “.
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