Viterbo – “Dimensionamento scolastico, il numero minimo di studenti per avere un dirigente e un direttore propri viene abbassato da 600 a 500 per gli istituti superiori. Se questi si trovano invece nelle piccole isole e nei comuni montani, il numero passa da 400, come in passato, a 300. Lo prevede la legge di bilancio 2020-21”. A dare la notizia è invece la segretaria organizzativa regionale della Uil scuola di Viterbo Silvia Somigli.
“In questo modo – ha poi aggiunto Somigli – un numero maggiore di istituti potrà contare su due figure che risultano fondamentali per gestire il periodo di emergenza Covid”.
La segretaria della Uil scuola-Rua Silvia Somigli
Il Piano di dimensionamento scolastico, attivato a partire dal 2000, è lo strumento attraverso il quale gli enti locali propongono ogni anno l’istituzione, l’aggregazione, la fusione e la soppressione di scuole. Decidono poi Regione e Ministero sulla base di alcuni parametri. Tra questi il numero degli studenti, al di sotto del quale l’istituto perde il dirigente scolastico e il direttore finendo sotto la direzione di un’altra scuola.
Viterbo – Un istituto superiore
“Il lavoro del comitato provinciale per il dimensionamento scolastico della Uil scuola – commenta Somigli – ha elaborato delle proposte che sono state accolte. Tra queste, avevamo sollevato proprio la questione della diminuzione degli alunni in alcuni paesi dove la scuola rappresenta un valore imprescindibile da un punto di vista sociale e culturale, come centro di aggregazione anche contro la dispersione scolastica. Avere una scuola con un proprio dirigente e un proprio direttore significa, soprattutto in questo momento così difficile, avere una sentinella a garanzia del territorio. Significa che le famiglie degli studenti possono rapportarsi con la direzione dell’istituto direttamente sul territorio. E il fatto che con la nuova legge di bilancio si riduca il numero degli alunni va in questa direzione”.
Viterbo – Una scuola elementare
“Un risultato – conclude la segretaria della Uil scuola – frutto di un’armonizzazione dell’azione sindacale. Senza rivendicare in alcun modo alcuna supremazia di idee. Perché sulla scuola, che è un bene comune, si hanno sempre le stesse e identiche aspettative. E la rispettiva necessità di condividerle, a prescindere dalle diversità culturali”.
Daniele Camilli
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