Viterbo – We shall overcome, ce la faremo, ha augurato il direttore Galeotti. E perché non dovrebbe andare così? Quindi, ok. All’americana e con l’ottimismo canoro di Joan Baez. Anche se all’Irriverente, che è un provinciale, risuonano le note di Disperato erotico stomp (pesante pestar di piedi, a Londra), con la filosofia in musica di quel grande italiano che fu Lucio Dalla: “Il problema eccezionale, dammi retta, è di essere normale”.
Va bene tutto, infatti: le cartoline d’auguri su Whatsapp (escluse le mielose), i botti un po’ sfiatati della mezzanotte 2020, Bruxelles che cancella l’Europa dei conti in ordine e le file alla Caritas, gli italiani fieri dei consoli e degli imperatori, di Dante e Petrarca, Leonardo e Raffaello, Galilei, Fermi e chi più si esalta ne metta. Fino ai presidenti della Repubblica che, quando messaggiano a fine anno, non scontentano mai.
Tutto per tornare ad “essere normali”. Come se bastasse sperarlo e voltarsi dalla parte opposta dei pressappochismi, ritardi e contraddizioni, incompetenza arrogante e autocompiacimento immaturo di chi si riconsola con l’”ottimismo istituzionale”, così lo chiama Luca Ricolfi, portato dalla valanga di soldi da spendere (se ne saranno capaci) a debito.
Come se il discorso di prammatica di Mattarella potesse indurre a cambiar spartito i musicanti stonati del teatrino della politica dove ognuno suona a capocchia. Si sente, li sentono e dal palco reale gli fanno segni che così non va.
Se non torneranno ad andare a tempo, come i governanti del dopoguerra, agli italiani del futuro resterà il legato ereditario di ripagare per anni ed anni i nostri debiti. Che nessuno potrà rimetterci, perché chi presta i soldi è “normale” che li rivoglia indietro e un conto sono la preghiera e la fraternità, un altro la quotidianità del pane. Perfino dietro le mura vaticane se ne sono accorti e a loro spese.
Il virus, quel “frammento di vita” come lo chiama Galeotti, ha mostrato che è nudo il re della globalizzazione, del benessere a portata di tasca e della straricchezza di pochi, dei cittadini considerati solo consumatori invece che persone con un corpo da proteggere e una mente da educare, delle grandi reti interconnesse che un hacker di nome Covid sta surriscaldando e speriamo reggano.
Allora, sì, il problema di essere normali è davvero eccezionale. Credevamo, per dirla sempre con Dalla, che ormai sarebbe stato “tre volte Natale e festa tutto il giorno con da mangiare tutto l’anno e l’amore ognuno come gli va”.
Invece, no, perché “si esce poco la sera e c’è già chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra”. Come se il virus potesse farci diventare anche più cattivi. E’ normale?
Renzo Trappolini
– Carlo Galeotti: We Shall Overcome
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