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Roma - I senatori del Movimento 5 stelle: “Ciascuno si assuma le proprie responsabilità”

“Gli accordi sulla scuola devono essere rispettati, le regioni continuano a tergiversare”

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Scuola - Una classe

Scuola – Una classe

Roma – “Gli accordi sulla scuola devono essere rispettati, le regioni continuano a tergiversare”.

Con queste parole sono intervenuti i senatori del Movimento 5stelle in commissione istruzione.

“Continuare a tergiversare sulla data di riapertura degli istituti scolastici – hanno spiegato gli esponenti del m5s -, procrastinando il rientro dei nostri studenti, come stanno facendo molti presidenti di regione, dopo accordi ben precisi sui tracciamenti e sul trasporto pubblico locale assunti a dicembre non è più accettabile. Lo scorso 23 dicembre sono stati presi degli accordi tra il governo e le regioni, messi nero su bianco, che devono essere rispettati”.

“A maggior ragione – proseguono i senatori – per il fatto che i dati dell’Istituto superiore di sanità ci dicono che frequentare gli ambienti scolastici non rappresenta un amplificatore dei contagi, e che se si seguono regole rigorose come da mesi la comunità scolastica sta facendo, la riapertura non solo è possibile ma è doverosa. Anche dal coordinamento effettuato dal ministro Lamorgese con la rete delle prefetture emerso un SI alla riapertura, sulla base di modelli organizzativi condivisi. D’altronde le regioni hanno ricevuto ulteriori 150 milioni di euro, che si aggiungono agli oltre 300 già ricevuti in estate, per quelle che sono le esigenze del trasporto pubblico locale in relazione alle scuole”.

“A questo punto ciascuno si assuma le proprie responsabilità – concludono . I presidenti di regione dicano chiaramente ai loro elettori cosa hanno fatto fino ad oggi per garantire agli studenti del proprio territorio il diritto costituzionale allo studio e all’istruzione. La didattica a distanza e la didattica integrata possono accompagnare quella in presenza, ma non più sostituirla. Non si perda altro tempo: la scuola deve riaprire e ulteriori ritardi e slittamenti per l’incapacità di qualcuno non sono più ammissibili”.


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4 gennaio, 2021

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