Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Grazie all’approvazione del progetto “Nuove opportunità di inclusione”, il CeIS San Crispino di Viterbo potrà ampliare la sua azione di riabilitazione e recupero dei giovani accolti nella Comunità terapeutica “La Quercia”.
Il progetto – finanziato dall’Assessorato Politiche sociali della Regione Lazio, nell’ambito dell’Avviso pubblico “Comunità solidali 2019” – è partito da qualche giorno e avrà una durata di 10 mesi. I beneficiari diretti saranno almeno 12 persone con trascorsi di dipendenza patologica, inseriti nel programma “Progetto Uomo” della Comunità terapeutica “La Quercia”.
Per questi giovani sono previste diverse attività. In particolare saranno organizzati due percorsi formativi teorico-pratici, che andranno ad integrare i servizi riabilitativi di carattere socio-sanitario. Il primo, della durata di 200 ore, si svolgerà nell’ambito dell’agricoltura multifunzionale. Le attività pratiche si svolgeranno principalmente nell’azienda agricola biologica del CeIS, che tra l’altro offre il servizio di vendita diretta dei prodotti al consumatore, nel quadro della “Campagna Amica” di Coldiretti. L’altro, di 100 ore, riguarda il campo della ristorazione (gestione degli alimenti, cucina e servizi di sala).
I laboratori sanno realizzati in collaborazione con esperti del settore, servizi di ristorazione e aziende agricole (in particolare quelle aderenti alla Rete SolCare, con le quali sono già attive positive esperienze di cooperazione).
L’obiettivo del progetto è di rafforzare e qualificare le competenze dei giovani, per renderle maggiormente spendibili sul mercato del lavoro, al fine di favorire – una volta terminato il programma terapeutico – l’accesso ad un lavoro dignitoso e remunerativo, in grado di renderli economicamente indipendenti. È evidente infatti come la mancanza di una occupazione regolare aumenti il rischio di ricadute nella dipendenza dalle droghe.
Il progetto nasce dalla lunga esperienza del CeIS S. Crispino di Viterbo, organismo di volontariato che opera da quasi 40 anni nella Tuscia nel settore delle dipendenze patologiche e del disagio giovanile, con il convinto sostegno della Diocesi di Viterbo.
“Sono molto grato alla Regione Lazio e in particolare all’assessore alle politiche sociali Troncarelli– afferma don Alberto Canuzzi, fondatore e presidente del CeIS di Viterbo –che con il finanziamento di questo progetto ci permette di offrire nuove opportunità di vita e di inserimento sociale a giovani che hanno alle spalle storie pesanti di emarginazione e spesso di illegalità. E questo ci aiuta a continuare nella nostra missione di servizio e di speranza”.
CeiS San Crispino Viterbo
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