Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Non senza sconcerto, leggiamo su Tusciaweb le dichiarazioni rilasciate dalla responsabile organizzativa della Uil Scuola del Lazio in merito alla riapertura delle scuole nella regione, con particolare riferimento alla provincia di Viterbo.
Quelle che vengono presentate come “proposte della Uil Scuola” sono, in realtà, il contenuto di una bozza di documento elaborata dalla Flc Cgil regionale e offerto, come base di discussione, alle altre sigle sindacali, al fine di concordare una proposta condivisa in vista dell’incontro con il direttore generale e l’assessore regionale all’Istruzione che si terrà il prossimo 2 gennaio.
Aver presentato quella bozza di lavoro come un insieme di proposte di una sola parte sindacale è, al tempo stesso, un’appropriazione indebita e una manifestazione di rozzezza politica, poiché nessun dirigente sindacale che interpreti con serietà il proprio ruolo mette in piazza in anticipo le proposte che intende avanzare in un incontro con la controparte istituzionale, sia per rispetto nei confronti del dibattito con quest’ultima, sia anche per la banale preoccupazione di non “bruciare” in anticipo le proprie posizioni.
Grave il fatto che di queste semplici valutazioni non abbia tenuto conto chi, pure, riveste posizioni di responsabilità all’interno di un’organizzazione sindacale rappresentativa del comparto.
Peraltro, l’intervistata non era nemmeno presente alla riunione delle segreterie regionali dove era stata illustrata la bozza con alcune proposte per la riapertura del 7 gennaio prossimo.
Alessandro Tatarella
Flc Cgil Roma e Lazio
Claudio De Sanctis
Cisl scuola
Vincenzo Inzirillo
Snals – Confsal
Aldo Guida
Federazione Gilda-Unams
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