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Viterbo - Paola Bugiotti (Ds Paolo Savi): "Una riapertura della scuola piena di incognite" - Il 7 tornano negli istituti gli studenti delle superiori

“I ragazzi studieranno e mangeranno in classe e sul banco”

di Daniele Camilli
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Viterbo – Quando il 7 gennaio le scuole riapriranno, “gli studenti dovranno portarsi il pranzo al sacco. Dovranno mangiare in classe e sul banco. Le scuole superiori non hanno una mensa. I ragazzi studieranno e mangeranno in classe e sul banco”. 

Paola Bugiotti è la dirigente scolastica dell’istituto superiore Paolo Savi di Viterbo. E questo è lo stato dell’arte a una manciata di giorni dalla riapertura di istituti scolastici, quelli superiori, aperti nel 2020 solo il tempo necessario a richiuderli. Studenti a distanza, perfetti sconosciuti. Hanno fatto appena in tempo a salutarsi a settembre per poi tornare dietro a uno schermo. Come fantasmi. Il 7 torneranno di nuovo a vedersi. Come al Roxy bar.


Viterbo - Paola Bugiotti, dirigente del Paolo Savi

Viterbo – Paola Bugiotti, dirigente del Paolo Savi


“Forse bisognava un po’ ripensare l’organizzazione – commenta Paola Bugiotti -. E’ un’apertura al buio con tante contraddizioni che non si risolvono nel giro di qualche giorno. Insomma, un nuovo inizio d’anno che per la scuola sarà pieno di incognite e rispetto a settembre ancora più difficile dal punto di vista organizzativo. A settembre avevamo l’orario di sempre, con tutti gli accorgimenti. Qui invece c’è da tirare una coperta che è corta. E’ difficile”.

L’istituto Paolo Savi, quello che una volta si chiamava Ragioneria. Lungo viale Raniero Capocci, con un’edificio finito di costruire nel 1940. A forma di H. Basta cercalo su google Earth, e si vede. Tra gli studenti circola ancora oggi la leggenda che quell’H stia a dire Hitler. Di certo invece il Paolo Savi è stato uno dei set del regista Federico Fellini. Un punto di riferimento importante per la città. Il classico dei tecnici. 


Coronavirus - L'esecuzione di un tampone in una scuola

Coronavirus – L’esecuzione di un tampone in una scuola


Il 7 gennaio anche il Savi riaprirà i battenti, come tutti gli altri istituti superiori. Dopo una lunga pausa, causa Covid da un anno a questa parte, gli studenti tornano in classe in presenza. Scaglionati. Due ingressi. Entrambi la mattina, alle 8 e alle 10.

“Un anno pieno di incognite”, “un’apertura al buio”. Di certo si sa che si entra alle 8 e alle 10. E il sabato non si va a scuola. Quindi i giorni a disposizioni sono 5. Come i mesi di scuola a mala pena fatti da un anno a questa parte. “Ogni giorno – commenta Bugiotti – ci cambiano le carte in tavola. E’ ancora tutto un po’ in divenire. Il rischio è prepararsi e trovarsi poi le regole cambiate”.


Viterbo - L'istituto Paolo Savi

Viterbo – L’istituto Paolo Savi


La prima difficoltà, la più seria. “Il doppio ingresso”, dice Bugiotti. Come si è organizzato l’istituto Paolo Savi? “Il 50% degli studenti frequenterà in presenza la prima parte della settimana – spiega Bugiotti – il restante la seconda. Chi resta a casa farà didattica a distanza. Il 50% in presenza entreranno per il 60% alle 8 e per il rimanente 40 alle 10”.

Tutti avranno la possibilità di frequentare in presenza. Alternandosi. Metà settimana una parte, metà settimana l’altra. E chi sta a casa farà didattica a distanza. Il sabato, niente scuola.

“La scuola – aggiunge Bugiotti – metterà a disposizione le mascherine che gli studenti dovranno indossare anche durante le lezioni. Le mascherine sono state messe a disposizione dal ministero. La temperatura verrà misurata a casa con lo studente che porta l’autocertificazione e la consegna all’ingresso”. 

Primo problema legato al doppio ingresso. “Gli orari di scuola – dice la dirigente Bugiotti – si allungano. Il primo gruppo, quello delle otto, avrà infatti un orario che arriva fino alle 14, come di solito si faceva prima. Il secondo, i ragazzi delle 10, andrà invece a casa alle 16. E una volta a settimana alle 18. Ciò significa che gli studenti arriveranno ogni volta a casa nel tardo pomeriggio, se non addirittura per l’ora di cena. Quando studieranno? Quando avranno un po’ di tempo libero? Quando potranno socializzare con i loro coetanei o passare del tempo in famiglia?”.


 

Viterbo - Primo giorno di scuola al istituto Paolo Savi

Viterbo – L’istituto Paolo Savi


Secondo problema. Il pranzo. Uno studente che resta a scuola fino alle 4 del pomeriggio è di fatto uno studente che pranzerà pure a scuola. Come? Semplice, s’arrangia. “L’altro problema alla riapertura – dice la dirigente scolastica del Paolo Savi – è che devono mangiare in classe e sul banco, portandosi il pranzo al sacco. Le scuole superiori non hanno una mensa. Sul banco gli studenti studieranno e mangeranno in classe e sul banco. Non potranno andare né nei corridoi né in cortile. Questo per rispettare le regole sugli assembramenti e i distanziamenti”.


Viterbo - L'istituto Paolo Savi

Viterbo – L’istituto Paolo Savi


L’altro grosso problema. Il personale, che manca. Sia docente, ma soprattutto Ata, i collaboratori scolastici, che stanno ai piani e si occupano di vigilanza e di far rispettare la normativa anti Covid. “I collaboratori scolastici – sottolinea Bugiotti – dovranno essere utilizzati su un arco di tempo più lungo e sempre nel rispetto del contratto nazionale di lavoro. Abbiamo le forze per garantire una didattica di 32 ore settimanali. Con questo nuovo ingresso le ore settimanali diventano 42. E non abbiamo le forze oppure le dobbiamo distribuire in maniera radicalmente diversa. Ad esempio se prima qui al Paolo Savi c’erano 3 persone per piano, dal 7 ce ne saranno due, a volte una sola. In questo modo si ridurrà la sorveglianza dei piani”.

Infine i trasporti. “Cotral – ha concluso Bugiotti – ci ha comunicato i nuovi orari che tengono conto dell’ingresso delle 8 e di quello delle dieci. Speriamo che la cosa funzioni”.

Daniele Camilli 


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3 gennaio, 2021

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