Viterbo – “Se devo fare un discorso di carattere razionale, sentendo anche le notizie dei mass media, è difficile essere ottimisti e confortanti. Temo che ci saranno ulteriori battute d’arresto, momenti in cui dovremo dire di nuovo stop”. Luca Damiani è dirigente scolastico in due storici istituti superiori di Viterbo. L’Istituto tecnico tecnologico e per geometri Leonardo Da Vinci in via Alessandro Volta e il liceo scientifico Paolo Ruffini in via della Verità. Il primo conta 800 studenti, circa 120 docenti e una trentina di lavoratori Ata. Il secondo, 1200 alunni, un centinaio di docenti e oltre 20 lavoratori Ata. Un piccolo comune che ieri, con il rientro a scuola e il 50% degli alunni in presenza scaglionati su due turni di ingresso, ha ripreso a funzionare doppi mesi di sola didattica a distanza.
“Come dirigente e persona di scuola – prosegue Damiani – sono il primo ad essere ottimista, ma come cittadino e osservatore ho qualche dubbio sul fatto che si possa rapidamente tornare alla normalità e andare avanti con una didattica frastagliata. E chissà se approderemo al 75% delle presenze. A volte volontà e ragione vanno in direzioni contrastanti.
Viterbo – Il dirigente scolastico Luca Damiani
Professor Luca Damiani, come è stato il rientro a scuola?
“E’ stato un ritorno tranquillo e gli ingressi delle 8 e delle 10 si sono svolti regolarmente. Alcuni alunni hanno aderito alla protesta (lo sciopero degli studenti ndr), ma da quello che mi risulta non c’è un’adesione elevata. Non posso quantificare l’adesione, ma ad occhio siamo attorno 20%. Al Ruffini non è percepibile. Lì c’è stato un tasso di assenza ordinario. Al Da Vinci, i ragazzi che hanno scioperato potranno essere stati due per classe. Adesso dobbiamo vedere le difficoltà per le persone che escono al secondo turno”.
Quando escono gli studenti del secondo turno?
“Al Da Vinci escono alle 15.35 e al Ruffini alle 15. Per quanto riguarda il primo turno, i ragazzi escono alle 12 oppure alle 13. Di fatto il vecchio orario”.
Come sono stati organizzati gli ingressi? Quali classi entrano alle 8 e quali alle 10?
“Tendenzialmente abbiamo accolto il suggerimento che ci veniva dalla nota dell’Usr del 24 dicembre che consigliava di fare entrare per prime le classe del biennio per consentirgli di avere momenti di vita scolastica regolata secondo lo schema iniziale. Non ci dimentichiamo che il 50% delle presenze doveva essere transitorio per poi passare rapidamente al 75%. Questo ci dicevano le prime note della Direzione generale. Quindi alle 8 entrano le classi del biennio. Le quarte e le quinte entrano invece alle 10. Le terze si trovano infine a cavallo tra primo e secondo ingresso”.
Viterbo – Gli studenti tornano a scuola
Se la situazione resta tale, cioè per arrivare al 75% di presenze occorrerà aspettare ancora un bel po’, come si organizzeranno gli istituti che dirige?
“Sicuramente dovremo attuare una rotazione per dare a tutti le stesse possibilità e le stesse condizioni, condividendo gli eventuali disagi. Per cui anche gli studenti del biennio entreranno alle 10 e quelli degli ultimi due anni alle 8. Intanto finiamo il mese di gennaio”.
Come è stato organizzato invece il personale della scuola?
“I docenti faranno turni legati agli orari. Per quanto riguarda i collaboratori, un primo contingente entra alle 7, 7 e mezza e fa l’orario di prima. Un secondo contingente entrerà alle 9, 9 e mezza. Sui piani ci saranno meno collaboratori. Se prima ce ne erano due, adesso uno soltanto. Gli studenti sono tuttavia di meno. Anche in tal caso, se la soluzione non dovesse risultare efficace, consentiremo ai collaboratori di fare gli straordinari. Gli amministrativi manterranno i loro orari di servizio con una certa elasticità sugli ingressi. I servizi saranno comunque sia tutti e sempre garantiti”.
Viterbo – L’Itt Leonardo Da Vinci
Quali sono le difficoltà che state incontrando?
“Le difficoltà derivano solo dal contesto esterno. Sapere che gli alunni possano arrivare tardi oppure tornare a casa tardi senza avere il tempo sufficiente per dedicarsi allo studio e al tempo libero con tempi di vita normale”.
Come e dove pranzeranno gli studenti?
“Non dico che il pranzo sia negato, ma si concentra negli intervalli tra un turno e l’altro dove gli alunni faranno un pranzo veloce portandoselo da casa. Perché siamo in zona arancione e i bar sono chiusi e perché dentro la scuola non c’è più il distributore di merende. Le nostre difficoltà non sono di ordine logistico-organizzativo, ma riguardano la tenuta del sistema che si riflette sulla vita giornaliera degli studenti”.
Viterbo – L’Itt Leonardo da Vinci
Che speranza ha da qui alla fine dell’anno scolastico?
“La speranza è quella di trovare un modus vivendi tale da portarci alla fine dell’anno. E’ l’auspicio di tutti. L’auspicio di sbarcare questo periodo. Poi se devo fare un discorso di carattere razionale, sentendo anche le notizie dei mass media, è difficile essere ottimisti e confortanti. Gli indici non sono quelli richiesti per gestire tutto ciò che ruota attorno al mondo della scuola, temo che non riusciremo ad arrivare indenni a giugno. Temo che ci saranno ulteriori battute d’arresto, momenti in cui dovremo dire di nuovo stop. Come dirigente e persona di scuola sono il primo ad essere ottimista, ma come cittadino e osservatore ho qualche dubbio sul fatto che si possa rapidamente tornare alla normalità e andare avanti con una didattica frastagliata. E chissà se approderemo al 75% delle presenze. A volte volontà e ragione vanno in direzioni contrastanti”.
Daniele Camilli
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