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Viterbo - Sindaci sulla linea dei sindacati, che hanno proposto un rinvio all'11 o al 18 gennaio

“Scuole superiori, azzardato riaprire il 7”

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Viterbo – Tutti d’accordo sul principio di fondo: la didattica a distanza non sostituirà mai le lezioni in classe. Ma la domanda è: far tornare a scuola i ragazzi dal 7 gennaio è fattibile? O è meglio aspettare? Nel Viterbese, i sindaci sono più per questa ipotesi, almeno quelli delle città in cui si concentra il maggior numero di istituti superiori.

Ritengono sia più prudente attendere un paio di settimane, per guardare alla curva dei contagi e capire qual è stato “l’effetto feste”. “Abbiamo una percentuale positivi-tamponi che sfiora il 18%, la più alta di sempre – sottolinea il sindaco di Viterbo, Giovanni Arena -. Com’è pensabile far tornare a scuola proprio adesso anche gli studenti delle superiori, dopo una pausa così lunga?”. 

La questione si pone in particolare per il rientro di liceali e studenti di istituti tecnici. È loro il vero ritorno in classe, dato che, da ottobre, almeno il 75% della didattica si è svolto a distanza. “Io proseguirei su questa linea – continua Arena -, per capire, all’esito della curva dei contagi, se si possono riprendere le lezioni in presenza. Questo nel caso delle superiori, perché dai monitoraggi di questi mesi, in cui elementari e medie sono rimaste aperte, ci siamo accorti che i bambini influivano al massimo per l’1%, sull’incremento dei positivi. Riaprire subito le superiori mi sembra azzardato. Noi comunque monitoreremo e, se servirà, emetterò un’ordinanza”. 

Viterbo - Il sindaco Giovanni Arena

Il sindaco di Viterbo Giovanni Arena


Anche il sindaco di Civita Castellana, Luca Giampieri, invita alla cautela. “Rinviare l’apertura di una settimana o due sarebbe la cosa migliore – spiega -. Avremmo un quadro dei contagi più preciso e specifico sui ragazzi: dal 4 al 14 gennaio a livello provinciale scatterà lo screening sui giovani dai 14 ai 18 anni, che potranno andare senza impegnativa a fare i test antigenici”.

La linea attendista è la stessa sostenuta dai sindacati, a livello locale e nazionale. Flc Cgil Roma e Lazio vorrebbe spostare la riapertura all’11. Snals, una delle sigle più rappresentative dei lavoratori della scuola, ha chiesto uno slittamento al 18 gennaio, sempre per avere un quadro epidemiologico più chiaro. 

Il sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi ritiene necessario un rinvio in blocco. “Non solo per le superiori – dichiara -, ma anche per la scuola dell’obbligo”. Lo stesso Giulivi aveva chiuso le scuole di ogni ordine e grado quando, nei mesi scorsi, il governo prescriveva il solo taglio delle lezioni in presenza alle superiori. “Siamo in grado di attivare la didattica a distanza fin dalla materna. Allora perché no?”. 

Alessandro Giulivi

Il sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi


L’impressione è che l’incertezza regni sovrana, a partire dai numeri. Se si chiede ai sindaci qual è la percentuale di studenti delle superiori che tornerà materialmente a scuola c’è chi risponde il 50%, chi il 75% e chi il 100%. 

A oggi, salvo decisioni dell’ultimo secondo (che non sono escluse), dal 7 gennaio in elementari e medie si tornerà al 100% di didattica in presenza.

Quanto a licei e istituti tecnici, l’ultimo dpcm e l’ordinanza del ministero della Salute della Vigilia di Natale prevedono che la riapertura avvenga prima al 50% (dal 7 al 15 gennaio) e poi almeno al 75% (dal 18 gennaio). L’ingresso, la mattina, sarà in due turni: quello delle 8 (che interesserà il 60% degli studenti delle superiori che frequentano in presenza) e quello delle 10 (il restante 40%).

Anche l’uscita sarà scaglionata, tra chi tornerà a casa alle 14 e chi alle 16. Licei e istituti viterbesi chiusi ogni sabato, come si legge nel documento che l’ufficio scolastico regionale per il Lazio ha inviato ai prefetti.

Preoccupa il nodo trasporti, anche se, dice Giulivi, “la Cotral e le Ferrovie dello Stato hanno garantito una rimodulazione degli orari. Ma – aggiunge il sindaco di Tarquinia – anche se i ragazzi avranno i mezzi per entrare e uscire da scuola ci sarà comunque chi resterà in classe fino al pomeriggio. Come faranno per il pranzo?”. 

Le scuole superiori, a Tarquinia come a Viterbo o a Civita Castellana, non hanno una mensa. Ma gli scaglionamenti sono difficili da gestire anche per gli insegnanti, specie quelli che lavorano in più scuole, sottolineano ancora i sindaci. 

Alessio D'Amato

L’assessore alla Salute Alessio D’Amato


Un’altra voce critica è quella dell’assessore alla Salute del Lazio, Alessio D’Amato, che ha fatto un vero e proprio appello al governo per ritardare il ritorno a scuola dei liceali.

“Mi sembra che la discussione sia ancora aperta – afferma il sindaco di Ronciglione, Mario Mengoni -. Io sono favorevole alla riapertura, ma se non ci sono le condizioni organizzative, specie sul fronte dei trasporti, meglio rimandare. Non sarebbe pensabile far restare i ragazzi per strada, all’uscita da scuola, in attesa dell’autobus”. 

Il primo cittadino di Tuscania, Fabio Bartolacci, rincara la dose: “Nei mesi scorsi non ci si era organizzati bene, gli autobus viaggiavano vuoti. Io credo che i ragazzi siano i primi ad aver bisogno di tornare a scuola, ma la riapertura può avvenire solo a condizione che viaggino in tranquillità, con i trasporti organizzati come si deve. Con le riaperture scaglionate ritengo sia tutto più complicato”. 


Articoli: Congedi (Lega): “Si implementi il trasporto pubblico e si riaprano le scuole in sicurezza”


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4 gennaio, 2021

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