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Viterbo - L'addio di don Claudio all'autista del 118 scomparso lunedì scorso per un malore - Ieri i funerali nella chiesa di Santa Barbara - FOTO E VIDEO

“Cesare Achilli era una persona intraprendente, che non si è mai arresa”

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Viterbo – “Cesare era una persona intraprendente, che non si è mai arresa”. L’addio a Cesare Achilli, nelle parole di don Claudio. Ieri mattina a Viterbo, nella chiesa di Santa Barbara piena di gente, nel rispetto della normativa Covid. Con due persone all’ingresso a misurare la temperatura, sanificare e contare chi entrava per vedere se i posti erano ancora disponibili.


Viterbo - I funerali di Cesare Achilli

Viterbo – I funerali di Cesare Achilli


Cesare Achilli, 56 anni, re dei cocktail e autista del 118, colpito da un malore che gli è stato fatale verso le 11 di lunedì mattina mentre era in servizio sul litorale.



Conosciutissimo nel capoluogo e anche in provincia, Cesare ha gestito per anni il bar in viale Trento, rinomato per i suoi cocktail, e ultimamente faceva il rappresentante di caffè. Poi ha finalmente vinto, pochi mesi fa, il concorso per autista delle ambulanze dell’emergenza sanitaria. Un lavoro di cui andava fiero.


Cesare Achilli

Cesare Achilli


Ieri mattina in chiesa, assieme ai familiari, la moglie Laura, la madre Vittoria, la sorella Assunta e la figlia Marzia, c’erano anche rappresentanti dell’Ares 118 e dell’Aibes (Associazione italiana barmen e sostenitori).


Viterbo - I funerali di Cesare Achilli

Viterbo – I funerali di Cesare Achilli


“Cesare – ha poi aggiunto don Claudio – è stata una delle persone più conosciute a Viterbo perché si è sempre dato da fare. Una persona intraprendente che non si è mai arresa. Ogni volta che passa un’ambulanza – ha poi proseguito il sacerdote durante l’omelia – ho preso l’abitudine di dire una preghiera per chi è soccorso e per chi soccorre. Anche se non ci facciamo caso, la nostra vita è sempre precaria. Mi metto sempre nei panni di chi sta nell’ambulanza, perché sono operatori che cerca di trasformare il filo di morte in filo di vita. In amore, che poi diventa fare del bene, amicizia, relazione. E i veri amici sono quelli che muovono dal di dentro e dall’amore. E la famiglia di Achille è stata sempre toccata dalla fede e dell’amore. Se uno vive nella fede e nell’amore – ha concluso infine don Claudio – quando muore lascia un segno grande. L’amore e la fede sono i pilastri della nostra vita, quelli che la rendono unica ed eterna. E sono i pilastri che hanno caratterizzato la vita di Achille”.


Multimedia: Fotocronaca: I funerali di Cesare Achilli – Video: Il saluto di don Claudio

Autista del 118 stroncato da un malore durante il servizio


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11 febbraio, 2021

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