Roma – Far uscire l’Italia dalla depressione psicologica ed economica. Questo l’obiettivo di Mario Draghi che a Montecitorio ieri ha dato il via al secondo giro di consultazioni con le varie forze politiche per dare vita a un nuovo esecutivo. Dalla scuola al fisco, passando per la riforma della giustizia e della burocrazia, il presidente incaricato Draghi ha illustrato ai partiti le linee principali del programma di governo. Si tratta di diversi punti – o meglio macro aree – che ha elencato alle delegazioni.
Mario Draghi
Il primo dei punti che il presidente incaricato ha sottoposto alle delegazioni delinea la collocazione dell’esecutivo che Draghi ha definito “convintamente europeista” nelle scelte e anche nelle sfide future. Il governo che Draghi si accinge a formare “ha tre punti determinanti: europeismo, atlantismo, ambientalismo” ha spiegato il deputato di Centro democratico, Bruno Tabacci aggiungendo che all’orizzonte c’è “una riforma organica del fisco, non nella direzione della flat tax”.
Poi, la scuola. In particolare, tra le proposte ci sarebbe quella di una revisione del calendario delle lezioni. Si starebbe valutando di allungarlo di un mese, tenendo le aule aperte sino alla fine di giugno. Ma anche un forte potenziamento del corpo docenti per assicurare che alla ripresa a settembre i professori siano in cattedra.
Sul fronte della pandemia, la volontà è quella di accelerare sul piano vaccini, finora rallentato da tagli e ritardi nelle consegne, con l’obiettivo che rimane quello di raggiungere al più presto l’immunità di gregge per tornare a una sostanziale normalità.
L’emergenza economica che l’Italia sta attraversando riguarda “soprattutto il lavoro”. Il premier incaricato, come riporta l’Adnkronos, avrebbe detto che “si aspetta una ripresa ma che sarà molto lenta” e pertanto l’obiettivo sarà quello di “tutelare le persone che non avranno il lavoro”. Nello specifico, spiega Manfred Schullian delle minoranze linguistiche, la volontà è di “evitare di erogare contributi a fondo perduto” preferendo invece finanziamenti alle imprese “per consentire a loro di poter riprendere l’attività una volta superata la crisi”. L’ex numero uno della Bce avrebbe inoltre detto che occorre pensare a “qualcosa anche per le banche” considerando lo stato di indebitamento di molte.
Centrale, inoltre, portare a termine le tre riforme che da tempo l’Europa chiede all’Italia, e connesse alla concessione del Recovery fund: la riforma della pubblica amministrazione, la riforma del fisco e la riforma della giustizia civile.
Sul punto della giustizia civile, Emma Bonino ha riferito di aver sottoposto a Draghi anche il tema della giustizia penale e delle carceri: “Il presidente incaricato ha fatto riferimento a tre riforme di fondo che sono quelle che ci chiede la Commissione europea: il fisco, la burocrazia e la giustizia. Da questo punto di vista abbiamo aggiunto non solo la giustizia amministrativa, civile, ma anche quella penale con l’addentellato drammatico della situazione delle carceri italiane”.
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