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Cronaca - Mauro Chiarle (Enpa Viterbo) sul via libera del consiglio di stato al progetto "Light-up"

“Esperimenti sul cervello dei macachi, stiamo parlando di un crimine chiamato vivisezione”

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Viterbo - Mauro Chiarle

Viterbo – Mauro Chiarle

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il consiglio di stato ha deciso: possono riprendere dopo alcuni mesi gli esperimenti sul cervello dei macachi chiusi nello stabulario dell’università di Parma. Finire, per loro, le speranze di salvezza e da il via definitivo alla prosecuzione del progetto “Light-up”.

Innocenti e inconsapevoli i macachi saranno sottoposti a un crimine chiamato vivisezione, un modello anti scientifico, contrario all’etica, un metodo che uccide solo in Italia più di 600mila animali di varie specie nei laboratori di ricerca ogni anno.

ll consiglio di stato ha nei mesi scorsi sospeso lo studio “Light-up” per ben due volte, fatto unico nella storia del nostro paese, sottolineando che no n era stata sufficientemente argomentata la impossibilità di ricorrere ad altri metodi, e che l’eventuale perdita dei fondi legati al progetto era secondario “rispetto alla cecità provocata in sei esseri senzienti, con indubbia sofferenza”.

Saranno inseriti nel loro cervello delle viti e resi ciechi per sempre e poi uccisi. Voglio sottolineare che questo modello di ricerca non è stato mai validato,ma utilizzato solo per ricevere fondi.

L’Unione Europea non può investire milioni di euro per finanziare la morte. Soldi dei contribuenti che vengono utilizzati nel modo scorretto perché oggi abbiamo la possibilità di investire in modelli sostitutivi a quello animale tecniche non cruente come gli organs-on-a-chip, le biostampanti 3d, il microdosaggio, progetti sulle neuroscienze e la vista come quello sul blindsight, terminato nel 2017 e pubblicato sulla rivista internazionale Neuropsychologia, eseguito interamente su pazienti umani, con metodi ovviamente non invasivi dal professor Carlo Alberto Manzi, in collaborazione con il centro di ricerca di riabilitazione neuromotoria e cognitiva del dipartimento di neuroscienze, biomedicina e movimento dell’università di Verona.

Ma come sempre intervengono interessi economici. Pretendiamo che la ricerca medico scientifica non sacrifichi nessun essere vivente di nessuna specie. Solo così l’uomo potrà ritornare ad essere umano e non un mostro torturatore.

Finché l’ultimo animale rinchiuso in laboratorio non sarà libero, noi saremo lì a difenderlo.

Mauro Chiarle
Presidente Enpa Viterbo


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1 febbraio, 2021

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