Il processo nell’aula 4 del tribunale
Civita Castellana – (sil.co.) – Bollette esorbitanti, pensa siano bollette pazze poi scopre che è stata la vicina. Ieri il processo nell’aula 4 del tribunale alla donna, che avrebbe “rubato” i dati personali della vittima, approfittando del fatto che ogni tanto la ospitava in casa.
E’ successo a una donna di Civita Castellana che, una volta scoperta la colpevole, non se l’è però sentita di denunciarla. Non direttamente.
“Sapevo che stava passando un brutto periodo, stava male, era senza lavoro e aveva serissime difficoltà economiche. Quando ha confessato che aveva fatto gli allacci usando i miei dati, le ho risposto che capivo la situazione, ma che non potevo accollarmi i suoi debiti coi gestori. Solo di gas erano cifre di centinaia e centinaia di euro. Allora le dissi che, per tutelarmi, avrei sporto denuncia contro ignoti e così ho fatto. Ma è stata scoperta lo stesso”, ha spiegato ieri al giudice Giacomo Autizi.
Identificata, la “furbetta del contatore” è finita sotto processo.
L’accusa ha chiesto una condanna due mesi, il giudice l’ha assolta dichiarando l’imputata non punibile per la tenuità del fatto.
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