Viterbo – “Lavoratori cornuti e mazziati ovvero, prima il danno e poi la beffa. Tredicesime più leggere per almeno 6,7 milioni di dipendenti del settore privato che nel 2020 sono stati messi in cassa integrazione a causa dell’emergenza Covid. Con decurtazioni che vanno da 139 a 1500 euro”. I dati sono della Uil, un’analisi condotta dal servizio lavoro, coesione e territorio del sindacato che ha simulato gli importi delle tredicesime, su uno stipendio medio del settore privato, dei dipendenti che nel corso del 2020 hanno usufruito della cassa integrazione.
Viterbo – Il segretario della Uil Giancarlo Turchetti
“Quando si è messi in cassa integrazione a zero ore – spiega il segretario regionale della Uil di Viterbo, Giancarlo Turchetti – non vi è solo la riduzione del reddito, ma non si maturano neanche i ratei della tredicesima e quattordicesima mensilità”.
Tredicesime, le simulazioni della Uil
Quindi, secondo l’analisi fatta dal sindacato, su un reddito lordo di 21.700 euro, mediamente, stando in cassa integrazione, la mancata maturazione di un rateo della tredicesima ammonta a 139 euro medi pro capite, l’8,3% dell’importo, su un importo lordo della tredicesima pari a 1.670 euro.
Tredicesime, le simulazioni della Uil
“Se si analizza invece un dipendente con due mesi di cassa integrazione a zero ore – prosegue Turchetti – nel periodo tra aprile e maggio, quando le ore di cassa integrazione autorizzate furono quasi 1,7 miliardi, il 44% delle ore totali autorizzate, la perdita della tredicesima ammonta 278 euro medi, il 16,6% dell’importo. Un dipendente con quattro mesi di cassa integrazione a zero ore sulla propria tredicesima si vedrà decurtati 556 euro medi, il 33,3% dell’importo. Mentre con sei mesi di integrazione salariale a zero ore la decurtazione ammonta a 834 euro medi, il 49,9% del totale”.
Tredicesime, le simulazioni della Uil
Infine, se un dipendente è stato posto in cassa integrazione da aprile a dicembre, la decurtazione della sua tredicesima ammonterà a 1.503 euro medi (il 90% del totale).
Viterbo – Ivana Veronese della Uil
Tra aprile e ottobre sono state quasi 3,4 miliardi le ore autorizzate, numeri mai raggiunti in precedenza.
“Nella riforma più complessiva degli ammortizzatori sociali – commenta la segretaria confederale Uil, Ivana Veronese – occorre mettere mano al tema della revisione dei tetti massimi del sussidio della cassa integrazione fissati oggi per legge a 998,18 euro lordi mensili per retribuzioni inferiori o pari a 2.159,48 e a 1.199,72 per retribuzioni superiori a 2.159,48, la loro rivalutazione e la mancata maturazione dei ratei della tredicesima e quattordicesima mensilità. Per la Uil la rivalutazione dei sussidi, conclude Ivana Veronese, dovrebbe essere ancorata agli aumenti contrattuali e non soltanto al tasso di inflazione annua che, come noto, negli ultimi anni ha registrato indici pressoché pari allo zero”.
Daniele Camilli
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY