Roma – ”Per una persona che ama la scuola, dover dire il 4 marzo all’intero paese che bisognava chiudere è stata una ferita che porterò dentro per sempre”. Così è intervenuta l’ex ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina in un intervista su Repubblica.
“Il neoministro ha escluso un nuovo lockdown con le scuole chiuse – ha proseguito Lucia Azzolina -. Io penso che le scuole debbano essere l’ultima cosa a chiudere. Ovviamente è una scelta politica. Se dovessero aumentare i contagi e il governo dovrà decidere le priorità, mi auguro che la scuola sia messa al primo posto”.
“Nessuno è tecnico fino in fondo – ha proseguito parlando del neoministro Patrizio Bianchi, che era stato scelto proprio da lei come capo della task force per le riaperture -, è stato per anni assessore in una giunta Pd. Mi auguro che finisca una guerra politica fatta sulla pelle degli studenti”.
“Credo sarebbe opportuno – prosegue l’ex ministra – fornire agli insegnanti mascherine Ffp2. Il lavoro sulla sicurezza nelle scuole è stato fatto: distanza, igienizzanti. 40mila aule in più. 70mila docenti e Ata in più, alcune classi sdoppiate. Questo permetterà di affrontare anche le varianti. Il monitoraggio compete alle autorità sanitarie, il nostro è stato un lavoro in più. Li abbiamo interrotti per due settimane per modificare il questionario. Tutti i dati, che continuano a essere raccolti, sono trasmessi all’Istituto superiore di sanità”.
Lucia Azzolina
“Io ho dato il mio contributo, non mi sono risparmiata – ha spiegato Azzolina -. Ho lavorato per gli studenti e per le studentesse e adesso torno in parlamento, che sarà centrale. Ci sono le vaccinazioni da garantire agli insegnanti, c’è stato il crollo dell’occupazione femminile, 99mila posti in meno di cui si è parlato pochissimo. C’è da evitare una tragedia occupazionale che ricadrà ancor di più sulle donne. E c’è da tenere le scuole aperte. Controllerò gli atti uno a uno. In questi giorni sto ricevendo molto affetto da parlamentari, cittadini, genitori, dirigenti. L’anno del Covid è stato un anno di solitudine per tutti, ma io sono stata circondata da una grandissima comunità scolastica che mi ha permesso di andare avanti”.
“Quel che hai fatto da ministro – ha proseguito – non te lo deve riconoscere la politica, devono farlo i cittadini. Mi auguro però che termini la stagione della lotta politica fatta sulla pelle degli studenti, perché questo è successo. E mi auguro non ci siano più divisioni territoriali sul Covid. La diseguaglianza regionale è la prima cosa da combattere. I bambini campani, calabresi, pugliesi, non sono figli di un Dio minore”.
“Voterò la fiducia a Draghi, e non perché questo sia il migliore dei governi possibili, ma perché è l’unico che si è riuscito a formare e le persone fuori hanno bisogno che cominci a lavorare – ha poi concluso Lucia Azzolina -. Si è perso anche troppo tempo. Il Movimento è come un adolescente che sta crescendo. I vestiti vecchi non gli vanno più, deve cambiarli adesso. Rinascere, rifondarsi, con una nuova guida e una nuova organizzazione. Conte può darci una mano a ricostruire i 5 stelle con regole nuove, ma non deve passare troppo tempo. Il momento è adesso”.
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