Viterbo – “Draghi, la persona giusta al momento giusto. Una persona di alto profilo che può trovare una soluzione a tutta questa situazione, superando l’emergenza sanitaria per ridare vita all’economia del Paese”. Il punto di vista di Luigia Melaragni, segretaria provinciale di Cna di Viterbo e Civitavecchia. Una delle più grandi organizzazioni del mondo dell’artigianato e delle piccole e medie imprese. Per quanto riguarda Conte, considerate le ultime settimane di governo, “avrebbe fatto meglio a dimettersi subito”.
Viterbo – la segretaria di Cna Luigia Melaragni
Luigia Melaragni, che ne pensa del governo di Mario Draghi?
“E’ una persona di alto profilo che può trovare una soluzione a tutta questa situazione. Quindi il mio giudizio è positivo. La persona giusta al momento giusto. Una persona che ha saputo dimostrare la sua competenza già in passato nei vari incarichi che ha rivestito. Andare al voto sarebbe stato un errore gravissimo, soprattutto per le condizioni in cui versa il Paese. Draghi in questo momento è la persona giusta per fare il miracolo che serve: superare definitivamente l’emergenza Covid e rimettere in sesto il paese. Mi auguro anche che il Parlamento abbia un ruolo importante e che Draghi non faccia tutto da solo”.
Come valuta invece l’azione portata avanti finora dal governo di Giuseppe Conte?
“Diciamo che, tenuto conto del contesto in cui si è svolta, non la valuto negativamente. Poi ci sono delle cose che potevano essere fatte meglio”.
Ad esempio?
“Per sintetizzare, il governo Conte non ha saputo andare oltre l’emergenza sviluppando interventi strutturali. Ci sono poi interventi che come Cna abbiamo apprezzato molto, come ad esempio il super bonus”.
Interventi a pioggia senza una visione futura…
“Non tutti, ma buona parte sì. Adesso servono interventi strutturali”.
Quale è stata l’impressione che ha avuto in merito alle ultime settimane del governo Conte?
“Un’impressione totalmente negativa. Di fronte all’emergenza Covid, passare settimane a traccheggiare sulla crisi di governo non è stato bello ed è stato perso anche del tempo. A quel punto, Conte avrebbe fatto meglio a dimettersi subito”.
Mario Draghi
Come dovrebbero essere gestiti, secondo lei, i soldi del Ricovery plan?
“Guardando al futuro e alle nuove generazioni. Per il momento non è ancora chiaro quali saranno gli investimenti, dove verranno fatti e perché. Ad esempio, sul fronte delle energie rinnovabili”.
E su questo fronte, cosa si aspetta per la centrale di Civitavecchia-Torrevaldalica nord dove Cna, assieme a sindacati e associazioni, ha proposto di passare dal carbone alle energie rinnovabili, come idrogeno, fotovoltaico ed eolico, e non dal carbone al turbogas come invece vorrebbe fare Enel?
“Mi aspetto che rivedano il piano energetico italiano del 2019 alla luce di quello europeo del 2020 dove le energie rinnovabili svolgono un ruolo fondamentale”.
Che ne pensa invece della grande coalizione pronta a sostenere Draghi, da destra a sinistra?
“Credo che i partiti stiano dimostrando tutti un grande senso di responsabilità. Tutti alla ricerca della soluzione migliore per uscire dalla crisi causata dal Covid. Scegliendo un primo ministro autorevole. E aver messo insieme il grosso delle forze politiche dimostra già di suo l’autorevolezza di Draghi”.
Quale sarà il ruolo di sindacati e organizzazioni di categoria durante la fase Draghi?
“Personalmente ho molto apprezzato quando Draghi, appena uscito dal colloquio con il presidente della Repubblica Mattarella, ha subito detto che lavorerà assieme alla politica e alle parti sociali. Quindi ci aspettiamo di avere un ruolo importante. Certo, ogni volta che si insedia un nuovo governo, le organizzazioni devono di nuovo ricominciare da capo, ristabilendo i rapporti con ministri, sottosegretari, eccetera. Al di là della sigla, ti devi sempre far conoscere e acquisire autorevolezza ai loro occhi”.
Viterbo – La sede di Cna Sostenibile
Come sta messo il mondo dell’artigianato viterbese e delle Pmi dopo un anno di emergenza Covid?
“Dipende dalle categorie. Noi rappresentiamo un mondo ampio. Si va dal tassista all’estetista. Per quanto riguarda tassisti e noleggio auto e pullman, i danni sono stati notevoli, soprattutto per l’assenza di turisti. La stessa cosa va detta per tutto il settore del benessere, come le estetiste. Oppure gli alimentari, i caseifici artigiani e tutti i mestieri collegati alla filiera della ristorazione. Edilizia e impiantistica invece hanno tenuto bene. A subire le conseguenze maggiori sono stati comunque tutte quelle imprese legate al mondo del turismo. E lo si è visto in particolar modo quest’estate, quando i turisti sono in parte tornati. Laddove sono arrivati, l’economia ha ripreso subito a girare”.
Un tema fondamentale sul quale ancora non si sa bene cosa vorrà fare Draghi è quello dei licenziamenti dei lavoratori, bloccati ancora fino alla fine di marzo. Quale è il punto di vista di Cna in merito a quest’aspetto?
“Su questo punto, se non si interviene in maniera adeguata, i rischi sono enormi e non sappiamo veramente cosa ci potrebbe aspettare. Certo se la cassa integrazione non verrà rinnovata il problema potrebbe diventare enorme e di difficile gestione”.
Non crede che a partire dalla prossima primavera-estate il Paese possa trovarsi di fronte ad una questione sociale senza precedenti, davanti alla quale la cassa integrazione potrà ben poco?
“Certo. Mi pare che si stiano orientando tutti verso il mantenimento del reddito di cittadinanza. Toglierlo, in questo momento, sarebbe folle. Tuttavia la cosa fondamentale è superare l’emergenza sanitaria per vedere ripartire Pil, economia e occupazione. Se si sconfigge il Covid e riparte l’economia, ripartirà anche il lavoro”.
Daniele Camilli
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