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Tribunale - Parlano i soccorritori - Imputato un 41enne che aveva occupato abusivamente la casa

“Rogo nel centro storico, la bombola del gas poteva fare una strage”

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Vigili del fuoco e carabinieri - Immagine di repertorio

Vigili del fuoco e carabinieri (immagine di repertorio)


 Corchiano – (sil.co.) –  Strage sfiorata a causa di un incendio nel cuore del centro storico di Corchiano, a processo davanti al giudice Silvia Mattei un immigrato di 41 anni originario del Marocco che aveva occupato abusivamente un appartamento in ristrutturazione. Per poco non è esplosa una bombola del gas che si trovava a un passo dalle fiamme. 

I soccorritori lo hanno trovato che dormiva su un materasso appoggiato sul pavimento, in una stanza adiacente a quella dove stavano bruciando delle tavole di legno. L’appartamento, in fase di ristrutturazione, era invaso dal fumo e solo per miracolo non sarebbe esplosa una bombola del gas che si trovava a un passo dalle fiamme. 

Erano circa le due e venti della notte del 7 agosto 2016. “Poteva essere una strage”, hanno spiegato al giudice i testimoni nel corso dell’udienza di ieri, ripercorrendo i momenti concitati durante i quali sono riusciti a scongiurare il peggio. La bombola sarebbe stata portata fuori appena in tempo. 

Sul posto sono intervenuti carabinieri e vigili del fuoco. Nello stabile, situato in via Farnese, stava andando a fuoco un intero appartamento al primo piano.

I pompieri hanno immediatamente portato via la bombola del gas che si trovava in casa, mentre i carabinieri mettevano in salvo il 41enne. Un rischio enorme, tanto per i militari quanto per i vigili del fuoco: l’incendio, partito dal salone, aveva già divorato buona parte dell’alloggio, invaso dal fumo. Il pericolo maggiore era quello di far surriscaldare la bombola e generare un’esplosione in pieno centro abitato. Pericolo scampato, ma tanta paura per gli abitanti del vicinato.

L’imputato è stato trascinato fuori illeso, malgrado tutto il fumo che aveva respirato. Sarebbe stato lui ad appiccare le fiamme. Alcuni vicini, scesi in strada dopo essersi accorti dell’incendio, lo avrebbero visto alimentare il rogo: la porta di casa era aperta.

L’uomo, senza lavoro e senza casa, sembra avesse occupato abusivamente l’alloggio distrutto dalle fiamme perché non sapeva dove andare. 

Il processo riprenderà il 12 maggio.


– Casa in fiamme, strage sfiorata in centro


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25 febbraio, 2021

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