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Viterbo - Il direttore generale di Talete, Alessandro Fraschetti, replica alle affermazioni del comitato Non ce la beviamo

“Il servizio di conciliazione è regolarmente costituito e pienamente operativo”

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Alessandro Fraschetti

Alessandro Fraschetti

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Gli articoli apparsi su Tusciaweb e su una testata locale promossi del comitato “Non ce la beviamo”, relativi alla mancata istituzione della camera di conciliazione da parte di Talete, sono destituiti di qualsivoglia fondamento.

Come ai più noto, ma soprattutto come noto ai tanti utenti che ne hanno, sin ora, fruito, all’Allegato C della Carta del Servizio vigente di Talete Spa, pubblicata sul sito aziendale, è riportato il protocollo di collaborazione e il regolamento di conciliazione, sottoscritto in data 17/11/2014 tra Talete e le associazioni dei consumatori presenti sul territorio provinciale: proprio in ottemperanza di tali obblighi, da tale data, sono stati lavorati migliaia di reclami, nonché concluse alcune centinaia di conciliazioni.

Successivamente, con Delibera n. 142/19, Arera ha indicato le modalità di attuazione, anche per il settore idrico, del sistema di tutela per le controversie; Talete, pur non essendo gestore obbligato proprio ai sensi della citata delibera, ha comunque provveduto ad attivare una fattiva collaborazione con la struttura di acquirente unico, facente direttamente riferimento alla autorità nazionale, trattando, attraverso il regolamento interno della segreteria di conciliazione, le richieste degli utenti, tanto è vero che sono attualmente in lavorazione decine di istanze.

Risulta pertanto facilmente riscontrabile la natura diffamatoria e priva di fondamento delle dichiarazioni pubblicate negli articoli in questione, poiché, dal 2014, il servizio di conciliazione è regolarmente costituito e pienamente operativo, anche in collaborazione con le associazioni dei consumatori, “garantendo a tutti gli utenti del servizio idrico la possibilità di far valere i propri diritti”, proprio come dichiarato da detto comitato.

Altrettanto diffamatoria appare la dichiarazione relativa all’invio di cartelle di morosità, in quanto Talete non ha proceduto nel corso del 2020 ad alcun sollecito di nuove diffide di pagamento, prima per obbligo normativo e successivamente in considerazione delle difficoltà legate all’emergenza sanitaria in atto. Di fatto sono state lavorate, al contrario degli altri servizi, solamente le posizioni debitorie scadute prima dell’emergenza stessa.

Occorre precisare inoltre che le azioni che Talete intraprenderà di recupero del credito sono un dovere del gestore sia per garantire il corretto flusso finanziario all’azienda sia per il rispetto di tutti quegli utenti che regolarmente pagano le bollette. All’atto dell’emissione delle diffide di pagamento sarà certamente garantita tutta l’assistenza all’utenza nel rispetto delle modalità dovute all’emergenza sanitaria.

Infine basta con questi atteggiamenti. Risulta infatti doveroso da parte mia rilevare che gli attacchi continui, come quest’ultimo privi di fondamento alcuno e assolutamente lontani dalla verità, nonché le polemiche scomposte e scorrette, non hanno altro effetto che continuare a screditare in modo inaccettabile il lavoro delle strutture di Talete e di mettere in pericolo la stabilità delle 129 famiglie dei dipendenti i quali, ogni giorno, nonostante le note difficoltà, dimostrano incontestabili professionalità, abnegazione ed attaccamento al lavoro.

Il servizio reso dalla Talete, come altre volte sono stato costretto a ribadire, non si può giudicare senza alcuna conoscenza nel merito.

Talete attua tutti i meccanismi di verifica e controllo tecnici e all’utenza dovuti e doverosi, sempre nel limite delle limitate risorse e disponibilità economiche che le sono state garantite dai soci: perché – mi domando – in tutte le sterili e infondate polemiche che le sono rivolte nessuno parla mai di organico ridottissimo e di risorse finanziarie all’osso?

Si promulga soltanto l’applicazione di leggi fantasma, di ipotesi immaginarie di riduzione delle tariffe, di inaccettabile abbandono delle ingiunzioni di pagamento a chi usufruisce di un servizio e non lo paga (i furbi, non gli indigenti che sono tutelati).

Al netto ovviamente di guasti o emergenze, nei nostri territori noi (altri no) ogni giorno dell’anno distribuiamo acqua potabile ai nostri utenti, noi (altri no) collettiamo e depuriamo i reflui nei limiti di legge, oltre a fornire tutti i servizi all’utenza e amministrativi: per garantire questi servizi serve l’impegno e il lavoro che ci mettiamo, il nostro e quello dei soci, non le polemiche.

Per quelle l’indirizzo è sbagliato e non c’è camera di conciliazione, sembra…

Alessandro Fraschetti
Direttore Generale di Talete


Articolo – “Talete, impossibile per gli utenti far valere i propri diritti”


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7 febbraio, 2021

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