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“Servono investimenti pubblici, ma la priorità assoluta è quella sanitaria”

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Viterbo – “Per l’Italia è la sfida più importante, un po’ come lo fu nel dopoguerra”. Il nostro paese sta attraversando una fase complessa dovuta all’emergenza Covid, cui si somma la crisi di governo. Il presidente Unindustria Sergio Saggini guarda con attenzione al tentativo di Mario Draghi per formare il nuovo esecutivo e ha ben chiare quali siano le priorità.

“L’emergenza sanitaria, perché finché non passa, l’economia non riparte e i consumi non riprendono appieno. Sul fronte economico, gli investimenti in infrastrutture, che sono la molla fondamentale per ripartire”.

Draghi rappresenta una garanzia. “Noi industriali accogliamo in modo positivo l’incarico a una figura così importante, di altissimo profilo e grandi competenze. Adotterà misure importanti e in lui in Europa ripongono grande fiducia. Come paese risulteremmo estremamente credibili”.

Viterbo - Sergio Saggini

Qualche incertezza, invece, sulla compagine che dovrà sostenere il presidente incaricato. “Ci preoccupa la tenuta di una maggioranza che non sia stabile. Speriamo che Draghi possa lavorare a prescindere dalle idee politiche di ognuno. È una figura stimabile, ma con una coalizione zoppa diventa un problema”.

Il programma che ha davanti è fitto e importante. “Quella che ci aspetta, per l’Italia è la sfida più importante per i prossimi 50 anni. Come nel Dopoguerra. Se i fondi a disposizione li spendiamo solo per assistenzialismo saremmo rovinati. Se li utilizziamo come leva finanziaria, creiamo sviluppo e di conseguenza rappresenteranno un volano per l’economia e quando dovremo restituirli saremo più solidi e anche renderli non rappresenterà un problema”.

Un altro scenario è da evitare. “L’obiettivo deve essere creare occasioni di sviluppo, in modo da ridurre la disoccupazione – sottolinea Saggini – e non continuare a erogare reddito di cittadinanza per stare a casa”.

Si parte dagli investimenti: “Innanzitutto sulle infrastrutture – osserva Saggini – la prima molla per l’economia è rappresentata dagli investimenti pubblici, ormai fermi da decenni, un tassello iniziale verso sviluppo e occupazione.

Se partissero la metà delle opere bloccate, compreso il completamento della trasversale Orte – Civitavecchia, sarebbe un grosso passo in avanti. Poi occorre pensare alla sostenibilità in generale. Lo dico anche da costruttore, l’ecobonus e il sisma bonus sono state misure importanti, ma devono essere previste in forma stabile e non temporanea”.

Mario Draghi

Su tutto in questa fase di pandemia pesa un altro aspetto, per il presidente Unindustria. “La priorità assoluta è quella sanitaria – osserva Saggini – se non si sistema, anche preoccuparsi dell’economia può risultare vano. Finché non finisce, le aziende restano in difficoltà e le consumi non ripartono”.

Seppure Draghi abbia buone possibilità di formare un nuovo esecutivo, l’ipotesi elezioni anticipate resta una possibilità, qualora il presidente incaricato non trovi il sostegno di una maggioranza forte.

“Sotto l’aspetto economico, il ritorno adesso alle urne per le imprese sarebbe un brutto colpo. Non abbiamo molto tempo, c’è il recovery plan da presentare in Europa entro aprile. A quel punto, se ne dovrebbe occupare un governo in carica per le attività correnti, sarebbe disastroso.

Andare a votare con questa legge elettorale, poi, genererebbe lo stesso problema d’instabilità. Ne servirebbe una nuova, per non correre il rischio di trovarci di nuovo punto e a capo”.

Giuseppe Ferlicca


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