Viterbo – “Sto seguendo come tutti, con apprensione, l’evolversi della situazione. Ci sono in ballo progetti per 209 miliardi di euro, che interessano il paese. Tuscia compresa”. Per Fortunato Mannino, segretario generale Cisl, una crisi di governo in questa fase non ci voleva.
Tuttavia, l’incarico a Mario Draghi può essere la chiave di volta per dare avvio a progetti di riforma e rilancio che l’Italia sta aspettando da molto. Con buona pace della politica. “Lentamente – spiega Mannino – vedo che si comincia a lavorare per una piattaforma di sviluppo insieme alle organizzazioni sindacali e alle associazioni di categoria. Certo, una crisi così non ci voleva. In questo momento le elezioni le vedo come l’ultima spiaggia e rappresenterebbero il fallimento della politica”.
L’ex presidente Bce lavora a un esecutivo. Che non potrà fare a meno di una componente politica. “Se riuscirà a varare un governo – osserva Mannino – secondo me dovrebbe essere politico, con qualche tecnico capace. Perché gli elettori hanno votato. Si dovrebbe arrivare a fine legislatura, investendo i fondi che abbiamo a disposizione, in iniziative serie di sviluppo”.
Partendo dalla sanità. “Un comparto che è stato massacrato. Negli ultimi venti anni sono stati decurtati 38 miliardi, manca il personale e il settore è diventato troppo ospedalecentrico, quando andrebbe privilegiata la prossimità, il medico di base”.
Sanità e non solo. “Quei miliardi vanno investiti per i giovani, in innovazione e tecnologia. Spero in uno governo serio che porti le riforme attese da tempo, che la politica non è stata in grado di realizzare. Non sono affascinato dai tenici, ma qui abbiamo come premier designato una persona di alto spessore e grande capacità”.
In grado d’avere uno sguardo che arrivi più in là dell’orizzonte quotidiano. “La politica guarda al domani – osserva Mannino – al voto, è sbagliato. Occorre pensare con lungimiranza, a lungo termine. Il paese va ammodernato, il sistema trasporti rivisto. Con la pandemia i nodi sono venuti tutti al pettine. Se la politica litigasse meno, lavorando di più, sarebbe cosa buona e giusta. Spero che Draghi metta tutti d’accordo”.
Il ricorso al voto anticipato, Mannino non se lo augura. “Non la vedo come un’ipotesi positiva – spiega il segretario Cisl – per una serie di ragioni, a cominciare dalla pandemia. Sarebbe il momento meno adatto e oltretutto non vedo politici in grado di traghettare l’Italia in una fase nuova.
Il mio auspicio è che si arrivi a fine legislatura, se non dovessero esserci le condizioni, è giusto chiamare gli elettori a esprimersi. Il voto è la massima espressione della democrazia”.
Giuseppe Ferlicca
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