Il tribunale di Viterbo
Viterbo – (sil.co.) – Truffato da un falso commercialista. Sul biglietto da visita c’era scritto “commercialista, consulente tecnico, legale del tribunale, tributarista” ma a un cliente alle prese con una valanga di cartelle esattoriali avrebbe spillato 1200 euro senza alcuna prestazione in cambio.
E’ successo nel 2017 a un trentenne di Vallerano che fuori della sede di Equitalia ha conosciuto il sedicente professionista, un settantenne con studio a Orte, il quale, dandogli il suo biglietto da visita, gli ha detto che avrebbe potuto risolvere i suoi problemi con le cartelle esattoriali.
La presunta vittima ha scoperto che non gli aveva risolto niente quando, dopo avergli dato 1200 euro in contanti in cambio di un documento intestato e timbrato Equitalia, si è recato presso la società di riscossione dei tributi, scoprendo che si trattava di un falso.
Ieri davanti al giudice Silvia Mattei si è aperto con la testimonianza del trentenne, parte civile con l’avvocato Matteo Moriggi, il processo per truffa al consulente, difeso dall’avvocato Luciano Laureti.
“Sono andato presso il suo studio di Orte con mio padre, c’era la targa e tutto. Lui mi ha spiegato che si potevano fare dei ricorsi, delle impugnazioni, che il debito si poteva rateizzare. Gli ho dato 1200 euro in contanti, senza ricevuta, in tre tranche da 500, 400 e 300 euro. Dopo 3-4 volte, mi ha rilasciato un foglio intestato a Equitali”, ha spiegato il giovane.
“Quando sono tornato da Equitalia con il foglio per un controllo, mi ha ricevuto nel suo ufficio il direttore, chiedendomi dove lo avessi preso e spiegandomi che era tutto falso e che l’importo del debito era sempre lo stesso. Allora sono tornato allo studio, scoprendo che era stato posto sotto sequestro dai carabinieri”, ha spiegato la vittima, la cui versione è stata confermata dal padre, il quale a sua volta ha dato all’imputato 200 euro cash per avviare la pratica per la pensione di invalidità.
“Cercando su internet, ho poi scoperto che il mio truffatore in passato era stato arrestato per truffai”, ha concluso la parte offesa.
“Nel frattempo – ha fatto notare l’avvocato di parte civile Moriggi – sono scaduti i termini per impugnare le cartelle esattoriali, con ulteriore danno per il mio assistito”.
L’avvocato di parte civile Matteo Moriggi
Al termine dell’udienza, scoprendo che all’imputato non veniva contestato l’esercizio abusivo della professione, il giudice Mattei ha disposto accertamenti presso l’ordine dei commercialisti: “Perché – ha spiegato – se risultasse iscritto, potrebbe trattarsi di inadempimento contrattuale”.
Il processo è stato quindi rinviato al 23 giugno quando, chiariti i titoli del sedicente commercialista, si procederà anche alla sentenza.
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