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Viterbo - Associazione Ada e Uil Pensionati sulla situazione d'isolamento cui vivono molti ospiti delle strutture

“Vanno allestite più stanze del conforto nelle Rsa”

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Mario Tofanicchio

Mario Tofanicchio

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Da febbraio dello scorso anno, dei circa 300mila ospiti in Rsa in tutta Italia, più della metà non ricevono più visite da parte dei familiari.

Tale situazione sta generando effetti devastanti sugli anziani ospiti, che si sentono soli e abbandonati, non comprendendo ciò che sta accadendo intorno a loro. 

Solo un piccolo spiraglio di apertura alle visite nel periodo di giugno e luglio 2020 ha mitigato il disagio ma il ritorno alla chiusura è attualmente attenuato soltanto dalle video chiamate, un virtuale cordone ombelicale per i familiari che subiscono impotenti le disposizioni che impediscono le visite ai propri cari. 

Sicurezza e sentimenti in questo periodo non vanno d’accordo; i tempi per i primi effetti positivi del vaccino sono lunghi e incerti.

Forse si poteva fare di più? Non è semplice dare una risposta, ma riteniamo di sì.

Il protrarsi e senza termini della situazione emergenziale, avrebbe dovuto comportare uno sforzo maggiore, stimolando risorse economiche necessarie per acquisire tutti i dispositivi di protezione individuale, materiali, arredi utili ad approntare ambienti, creando situazioni relazionali anti contagio. Siamo certi che gli enti si sono impegnati nel compiere sforzi adeguati? 

La regione Lazio ha pubblicato sul bollettino regione del 20 novembre 2020 una serie di puntualizzazioni che sostanziano l’aspetto umano dell’assistenza prestata e nello specifico al punto 3 si prevede, ove possibile, l’allestimento di una “stanza di conforto” ma, il termine “ove possibile” quanto ha agevolato la non volontà? 

Sono stati fatti i controlli per verificare le impossibilità riscontrate? Siamo certi che non siamo in un eccesso di abuso precauzionale? 

Sono tante le domande che poniamo all’attenzione, per una profonda riflessione, per dare luogo ad una corretta immediata attuazione, di tutto quanto necessario al ripristino delle visite in frequenza e modalità sicure.

Ada Viterbo – Il presidente Mario Tofanicchio – Uil Pensionati Viterbo – A. Franco Palumbo

 


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4 febbraio, 2021

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