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Tribunale - Bloccato dopo un rocambolesco inseguimento - Era senza assicurazione, senza revisione e con la patente sospesa

Non si ferma all’alt dei vigili e scappa a folle velocità

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Viterbo - Polizia locale

Viterbo – Polizia locale


Viterbo – (sil.co.) – Sulla Cassia Nord alla guida con la patente sospesa di una vettura senza revisione e senza assicurazione, si è reso protagonista di un rocambolesco inseguimento da parte della polizia municipale. Ma è stato assolto dall’accusa di resistenza. 

Protagonista un automobilista intercettato verso le due del pomeriggio del 19 novembre 2016, nei pressi della rotatoria dell’Ipercoop, dall’unica pattuglia della municipale in servizio all’ora di pranzo. 

“Con l’app in dotazione, ci siamo accorti che viaggiava senza assicurazione. Lo abbiamo affiancato all’altezza di via Einaudi, azionando i lampeggianti e tirando fuori la paletta dal finestrino per intimargli lo stop. Lì per lì ha fatto il verso di fermarsi, poi è schizzato via accelerando all’improvviso, scappando a folle velocità”, ha spiegato ieri l’ispettore Giorgio Mazzi del comando di via Monte Cervino al processo davanti al giudice Elisabetta Massini in cui il fuggitivo era accusato di resistenza a pubblico ufficiale.

“A quel punto lo abbiamo inseguito con la sirena accesa, mentre lui faceva due volte il giro da via Garbini, imboccando anche contromano. Siamo riusciti a bloccarlo mentre faceva il terzo giro, in via Aldo Moro. Quando è sceso dalla vettura era in stato di grande agitazione, per cui abbiamo dovuto mettergli i ferri di contenimento, mentre il passeggero è rimasto in auto con le mani appoggiate sul cruscotto. Poi, un volta condotto in caserma, si è calmato. Abbiamo dovuto anche chiedere l’ausilio del 113, intervenuto con due pattuglie”, ha proseguito l’agente. 

L’avvocato Luigi Gioiosi, nominato dal giudice in sostituzione del legale di fiducia Giovanni Recanati, assente, ha chiesto al testimone se fossero stati aggrediti e se, date le numerose irregolarità riscontrate, l’imputato fosse apparso loro impaurito per le conseguenze.

“La resistenza è avvenuta prima che riuscissimo a fermarlo, poi una volta preso ha collaborato”, ha risposto l’ispettore. “Allora è stata solo fuga, non resistenza”, ha sottolineato il legale. 

Chiedendo una condanna a quattro mesi, la pm ha fatto notare: “Non si è fermato all’alt, lo hanno dovuto inseguire e , anche se non li ha aggrediti fisicamente, sono servite le manette”.

Il giudice, non ritenendo sussistente il reato di resistenza a pubblico ufficiale, ha assolto con formula piena l’imputato, che si dunque salvato da una condanna penale. 


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9 marzo, 2021

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