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Un video su Whatsapp con un orso di peluche che gioca coi genitali di un bimbo nudo…

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Carabinieri

Indagini dei carabinieri


Viterbo – (sil.co.) – “Nel video si vede un bimbo nudo e un peluche che gioca con le sue parti intime”. Il consulente dell’accusa conferma e spiega:”Il filmato, finito in una cartella dell’app, risulta inviato il giorno prima della denuncia. La data corrisponde”. 

E’ ripreso ieri con la testimonianza del perito informatico Marco Morelli il processo ai due fratelli accusati di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico. Nel video, in cinque fotogrammi, le immagini del piccolo, vittima di abusi sessuali. Il tutto dura tredici secondi.

Il consulente nominato dalla procura ha passato al setaccio due computer portatili, un iPad e due telefoni cellulari sequestrati a uno dei due imputati.

Da uno smartphone Samsung ha estrapolato i fotogrammi che secondo la pm Chiara Capezzuto inchioderebbero la coppia. Per la precisione erano conservati in una cartella creata automaticamente all’installazione di Whatsapp. 

“Si vede un bambino nudo con sopra un peluche a forma di orso che lo copre, poi l’orso si sposta e comincia a giocare con gli organi genitali del piccolo”, ha detto il perito, spiegando di avere ricondotto il video alla cartella “sent” (spediti, inviati) dell’applicazione Whatsapp.

“Whatsapp – ha spiegato – crea una cartella con il deposito dei file in entrata e in uscita. Si tratta di una cartella che viene creata automaticamente al momento dell’installazione dell’app Whatsapp. Uno dei dati certi, che è impossibile modificare, è la data dell’oggetto, in questo caso il filmato di 13 secondi, che risulta inviato il 16 novembre 2016. Guarda caso la denuncia è stata fatta il giorno dopo, ovvero il 17 novembre 2016. La data corrisponde e non c’è motivo di ritenere altrimenti”, ha spiegato il testimone. 


Articoli: Sui cellulari il video di un bimbo nudo abusato sessualmente, alla sbarra due fratelli – “Nel video si vede un bimbo nudo e un peluche che gioca con le sue parti intime”


Il processo ha preso il via il 16 luglio 2019 con la testimonianza di uno dei carabinieri che si sono occupati delle indagini per la Dda di Roma, Antonio Marsicovetere, del comando stazione di Prima Porta.

“I cinque fotogrammi – ha spiegato il militare – sono stati selezionati da una porzione di video della durata di circa otto minuti e rappresentano un bambino in tenera età del quale si vedono le parti intime e un peluche che gioca con le sue parti intime”. 

Ieri avrebbe dovuto essere il giorno della sentenza, ma l’ultimo testimone non si è presentato, né ha fatto pervenire giustificazione, motivo per cui il collegio gli ha inflitto una multa di 300 euro da devolvere alla cassa delle ammende. Sarà sentito il prossimo 13 luglio e quel giorno, salvo imprevisti, sono in programma anche discussione e sentenza. 


Il sostituto procuratore Chiara Capezzuto

Il sostituto procuratore Chiara Capezzuto


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