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Tribunale - Pedopornografia - Uno degli imputati potrebbe avere il Covid - Slitta la testimonianza del perito che ha estrapolato le immagini

Sui cellulari il video di un bimbo nudo abusato sessualmente, alla sbarra due fratelli

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Il sostituto procuratore Chiara Capezzuto

Il sostituto procuratore Chiara Capezzuto

Viterbo – (sil.co.) – Sui telefonini sequestrati a due fratelli le immagini di un bimbo in tenera età nudo, mentre un peluche gioca con le sue parti intime.

I due fratelli sono stati rinviati a giudizio per reati connessi alla pedopornografia su richiesta della Dda di Roma, competente per questo tipo di reati. La delicata inchiesta, partita da Viterbo, risale al 2017. Il fascicolo è stato affidato alla pm Chiara Capezzuto. 

Il processo, giunto alle battute finali, è stato rinviato ieri per il legittimo impedimento di uno dei due imputati, che avrebbe avuto la febbre ed è in attesa dell’esito del tampone.

Era invece regolarmente in aula Marco Morelli, il consulente tecnico dell’accusa, che ha estrapolato dai cellulari i tre filmati contenuti nel dvd acquisito agli atti.

Nel video, in cinque fotogrammi, le immagini del piccolo, vittima di abusi sessuali.

La pm Capezzuto, per evitare al perito di dover tornare in tribunale per testimoniare, si è detta disponibile, su input del collegio, ad acquisire la relazione, ma i difensori della coppia si sono opposti. “Vogliamo sentirlo, per ché abbiamo da porgli alcune domande”, hanno spiegato. 

Il processo ha preso il via il 16 luglio 2019 con la testimonianza di uno dei carabinieri che si sono occupati delle indagini, Antonio Marsicovetere, del comando stazione di Prima Porta. “I cinque fotogrammi – ha spiegato l’anno scorso il militare – sono stati selezionati da una porzione di video della durata di circa otto minuti e rappresentano un bambino in tenera età del quale si vedono le parti intime e un peluche che gioca con le sue parti intime”. 

Covid permettendo, si torna in aula il prossimo 16 marzo, per sentire il perito dell’accusa, gli ultimi testimoni e la sentenza. 

–  “Nel video si vede un bimbo nudo e un peluche che gioca con le sue parti intime”


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11 novembre, 2020

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