Roma – Dopo la stretta di Pasqua, l’Italia torna a due colori. Rosso e arancione, con regole e misure più o meno stringenti, per evitare il dilagare dei contagi da Covid-19. Al bando, almeno fino al 30 aprile, le zone gialle.
Controlli della polizia
Concluse le festività pasquali che hanno visto l’Italia entrare in blocco in un “soft” lockdown, con il divieto di uscire di casa e creare assembramenti, ma con la possibilità di andare a trovare una volta al giorno amici e parenti in due persone, Veneto, Marche, Lazio, Abruzzo, Liguria, Basilicata, Sicilia, Molise, Sardegna, Umbria e le province autonome di Trento e Bolzano si risvegliano in arancione, mentre Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Puglia, Valle d’Aosta e Campania in rosso.
Nelle zone con maggiori restrizioni, negozi chiusi se non quelli che vendono cose di prima necessità, divieto di uscire di casa se non per urgenze, lavoro e salute e per bar e ristoranti possibilità di consegne a domicilio o vendite da asporto. Nelle zone arancioni, invece, i negozi potranno rimanere aperti, pur facendo rispettare le regole base del distanziamento sociale e la circolazione è allargata al territorio comunale.
Fino a fine mese in tutta il paese restano confermate le nuove norme sanitarie per chi va all’estero: per chi rientra in Italia, infatti, il ministro della Salute Roberto Speranza ha disposto la quarantena di almeno cinque giorni, accompagnata da doppio tampone, prima e dopo. Rimangono intanto sotto stress gli ospedali, dove le terapie intensive sono sempre in sofferenza.
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