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Lettere - Viterbo - La riflessione di Benedetta Proietti Zolla sulla pandemia: "Spero di vedere negozi aperti e ristoranti pieni. Spero di vedere sorrisi capaci di colorare il mondo"

“Il buio si è impossessato del nostro futuro…”

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Coronavirus - Mascherina

Coronavirus – Una mascherina


Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Scrivo questa lettera per parlare di noi, scrivo questa lettera per parlare di un’Italia che silenziosamente comincia ad appassire, scrivo per dare voce ad ogni persona che non sta più vivendo.

Avevamo sicuramente una nostra normalità, non c’erano limiti né divieti, c’era una vita tranquilla dove orari e spostamenti erano decisi esclusivamente da noi.

Il 10 gennaio 2020 viene identificato un nuovo virus, il nome è purtroppo oggi sulla bocca di tutti e proprio per questo non voglio scriverlo tra queste righe. Voglio parlare di lui per ricordare, ma ho deciso di non aggiungere questa soddisfazione agli innumerevoli danni che ha recato.

Prima di tutto questo, ognuno viveva una vita frenetica, correvamo per raggiungere qualcosa di incredibilmente indefinito, e quando in qualche il modo il mondo si è spento e la nostra corsa ha subìto un brusco arresto, il buio si è impossessato del nostro futuro. Ci siamo trovati inchiodati a qualcosa di nuovo, ci siamo fermati e siamo piombati in un silenzio assordante.

È facile ricordare le vie delle più grandi città completamente desolate, le promesse enunciate e mai mantenute al telegiornale. A tutto questo però dobbiamo aggiungere la sofferenza privata di troppi italiani, un dolore talmente grande che ancora oggi dobbiamo comprendere.

Sono molte le vittime che dobbiamo ricordare, le persone che troppo velocemente sono diventate le vittime di un periodo storico che probabilmente non eravamo pronti ad affrontare. Come in tutte le cose è difficile essere pronti, è difficile essere all’altezza di un cambiamento, e, in un modo o in un altro, ognuno di noi ha commesso degli errori.

Ci siamo trovati in una realtà dove sbagliare significava abbracciare un parente o baciare un’amica, ecco un semplice bacio sulla guancia rappresentava un grande errore.

Sento il bisogno di essere vicina ad ogni individuo che sta soffrendo per una perdita, ad ogni bambino che non può giocare con un compagno, ad ogni commerciante, ristoratore ,anziano, ad ogni persona che semplicemente si sente sola. Sento il bisogno di urlare, di chiedere aiuto, di convincere il mondo a credere in qualcosa di bello.

Spero di vedere negozi aperti e ristoranti pieni, ragazzi che escono, speranze e sogni che tornano ad animare le nostre vite. Spero di vedere sorrisi capaci di colorare il mondo, spero di riconquistare quella normalità che prima non apprezzavamo, ma che adesso significherebbe tutto.

Sembra sciocco sottolinearlo ma vorrei tutto questo.

Benedetta Proietti Zolla


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3 maggio, 2021

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